Se il partito cattolico affossa Berlusconi

Molti, nelle stanze della politica, sono pronti a scommettere che ad affossare definitivamente il berlusconismo non sarà la Lega Nord. Né uno scioglimento anticipato delle Camere da parte di Giorgio Napolitano. Men che meno i magistrati di Bari, Napoli, Roma o Milano. A dare il la ad una nuova fase politica in Italia nel dopo Berlusconi sarà la Chiesa cattolica. Una opzione che si fa consistente, che prende corpo da mesi, e che in questi giorni sta subendo una accelerata che potrebbe essere decisiva.

Lunedì si riunirà il Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana. All’ordine del giorno della riunione – ne parlava il Corriere della Sera qualche giorno fa –  ci sarà il travagliato momento di crisi che l’Italia sta vivendo. Bandite, così pare, le discussioni sul ritorno dei cattolici nella scena politica italiana. Ma non è escluso che il cardinal Bagnasco sciolga le riserve richiamando i cattolici all’impegno politico. Si vedrà. Per il momento le gerarchie restano, sofferenti, alla finestra. A osservare come la tutela dei valori cristiani sia finita nelle mani di “utilizzatori finali” di escort e strenui difensori dell’ “universo privato”.

La prudenza delle gerarchie si riflette al contempo nella prudenza dei leader politici dei partiti o delle correnti cattoliche che nel teatrino della politica si muovono goffamente, in attesa della rottura che ancora non si sentono sicuri di poter provocare. La rottura coinciderebbe con un piccolo terremoto politico nel quale l’uscita di scena di Berlusconi sarebbe solo una delle scosse decisive.

Il Terzo Polo, il progetto mai nato di Pierferdinando Casini, altro non è che la rappresentazione plastica delle incertezze sul futuro che i cattolici italiani nutrono rispetto a una loro ricollocazione politica nel dopo Berlusconi. Non nascerà mai un grande partito di centro, men che meno in compagnia di alleati di fortuna (Rutelli, Fini) che con la “diaspora” cattolica seguita a tangentopoli non hanno nulla a che fare.

L’attendismo dell’Udc – la cui collocazione politica appare oggi più che mai incomprensibile, tra occhiolini al centrodestra e improvvisati balletti con il Pd – è diventato però insopportabile alla base cattolica. Ai movimenti, alle associazioni di base, al sottobosco nel quale la militanza cattolica si è rifugiata in attesa di un vero partito di massa nel quale ricollocarsi. La chiamano “Rete bianca”. E va da Comunione e Liberazione alle Acli, dalla Comunità di Sant’Egidio agli scout, all’Azine Cattolica. Un mondo che non vede l’ora di mobilitarsi per offrire al paese una nuova classe dirigente. Lo scriveva a chiare lettere Roberto Mazzotta (presidente dell’Istituto Sturzo) sempre sul Corriere della Sera . Lo stesso dicasi per una parte consistente del ceto politico cattolico, rifugiatosi temporaneamente nel Pd e nel Pdl, in correnti interne che sempre con più estraneità guardano ai percorsi intrapresi dalle maggioranze dei rispettivi partiti.

Venerdì 16 settembre, a Polignano a Mare, in Puglia si è avuto un assaggio del disegno politico che, scartate le titubanze, potrebbe nascere dopo Berlusconi. A un solo tavolo, seduti fianco a fianco, c’erano il leader dell’Udc Pierferdinando Casini,  il ministro Raffaele Fitto, il leader della Cisl Bonanni, il democratico Fioroni e Andrea Riccardi, il presidente della comunità di Sant’Egidio. Tutto organizzato dall’associazione “Il domani d’Italia” (che prende il nome dalla storica testata bandiera del cattolicesimo politico del primo Novecento).

Non è fantapolitica. O almeno non è un’ipotesi remota che, su impulso delle gerarchie e con l’apporto decisivo dell’associazionismo cattolico, il nuovo partito nasca all’interno di questi confini politici, raccogliendo l’Udc e quanti nel Pd e nel Pdl (Fitto, certo, ma soprattutto Formigoni , Pisanu, Dini, il filosofo ex presidente del Senato Marcello Pera) troverebbero un porto sicuro per garantirsi un futuro politico. In barba alle alchimie da Terzo Polo. E in barba al declino del berlusconismo.  A cui i cattolici, di centro, di destra e di sinistra, potrebbero assestare il colpo mortale. Per il momento sono tutti in attesa del via libera da parte delle gerarchie vaticane.

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One thought on “Se il partito cattolico affossa Berlusconi

  1. La storia ci presenta come preponderante il carattere conservatore e compromissorio della chiesa cattolica.
    Come del resto ha potuto e potrebbe da sovrastruttura parasssitaria continuare a sopravvivere?
    Sul ceto politico non ha bisogno di una scelta diretta e sollecita, tanto sono tutti ad essa genuflessi o sottomessi.
    Le assicurano privilegi scandalosi, sovvenzioni anche con trucci legislativi e poco evangelici.
    Dei politici preferiscono pero' quelli cattolici-cattolici, non quelli solo cattolici o diversamente cattolici.
    Quindi tempo al tempo, sempre con la intercessione che se ntiamo sempre invocare. .

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