Sciopero Cgil, a Bari in piazza quasi in 20mila

Ha scelto i braccianti immigrati di Nardò, il loro portavoce Yvan Sagnet, la Cgil pugliese, per aprire i comizi al termine della manifestazione di Bari di oggi. Il “compagno Yvan” era a Bari con una delegazione di lavoratori di Boncuri a simboleggiare l’unità delle lotte, per i diritti dei lavoratori tra immigrati e italiani. In un momento storico nel quale si aggravano le condizioni di sfruttamento per i primi e vengono cancellati diritti e garanzie per i secondi, la scelta non poteva essere migliore. Così come, alla fine, si è rivelata azzeccata, anche politicamente, la scelta della Cgil di scendere in piazza proprio oggi. Uno sciopero generale riuscito, dunque, le cui cifre ballano tra i 20mila secondo la Cgil di Lecce (che annuncia un’adesione del 48,3 per cento nelle aziende salentine) e i 15mila riferiti dalle cronache.

Accanto alla Cgil, a Bari, c’erano anche il Partito Democratico, Sel, Idv e Fds. L’intero schieramento di forze politiche di centrosinistra che governa la Regione Puglia. Che ha dato prova di unità e si è ricompattato attorno al tema della difesa dello Statuto dei lavoratori, compromesso dalle deroghe sui licenziamenti per giusta causa che l’articolo 8 della manovra consente. C’era bisogno di unità, e unità c’è stata. Per le strade di Bari c’era il segretario regionale del Pd Sergio Blasi, l’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti (tra l’altro contestato da alcuni militanti di “Alternativa Comunista”), i deputati del Pd Teresa Bellanova e Ludovico Vico, l’assessore regionale Elena Gentile.

In Puglia i dati delle adesioni allo sciopero sono alti: “Hanno aderito il 60% dei lavoratori del comparto metalmeccanico e oltre il 50% di quelli del settore pubblico”, hanno comunicato i segretari regionali della Fiom e della Funzione pubblica della Cgil Puglia, Donato Stefanelli e Biagio D’Alberto.

Nel metalmeccanico hanno aderito per oltre il 40% a Bari, nel Foggiano e a Taranto, il 30 per cento dei lavoratori dell’Ilva e il 50-60 per cento di quelli dell’indotto del siderurgico”. Tra i dati più alti quello della Sirti, dove l’adesione è stata totale, riferiscono dal sindacato. Per quanto riguarda Lecce, continuano dal sindacato, “nell’azienda Rossi hanno aderito l’80% dei lavoratori, nella Alcar il 70%, nella Cnh il 40%, nella Sirti il 90%, nella Ntc di Nardò il 50%.

È rimasta chiusa l’Agenzia delle entrate di Brindisi e molti Comuni pugliesi hanno visto la quasi totalità dei propri dipendenti astenersi dal lavoro (alla manifestazione, tra l’altro erano presenti numerosi primi cittadini con tanto di gonfalone al seguito).

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *