La favola salentina del più piccolo San Giorgio del mondo

Fra le numerose versioni dell’iconografia di San Giorgio elaborate dalla tradizione cristiana, una delle più curiose ed interessanti si trova in un minuscolo paesello salentino, Serrano. San Giorgio è di norma uno dei santi più “fighi” che si conoscano: giovane, armato fino ai denti, con tanto di corazza da cavaliere romantico, sempre a cavallo – possibilmente bianco (come nella celeberrima tavola di Paolo Uccello).

Sconfigge nei secoli il dragone simbolo di ogni male con un gesto minimalista della sua lancia. Se solo gli fosse concesso dai rigori delle raffigurazioni sacre, più di un grande pittore italiano si sarebbe sbizzarrito a inserire, nello sfondo, frotte di fanciulle emananti gridolini di piacere al passaggio dell’eroe bello, fisicato, coraggioso e per giunta pure santo, che salva una principessa da una bestia sputafiamme senza chiedere in cambio al suo destino altro che la possibilità di convertirsi al cristianesimo ed essere onorevolmente martirizzato dall’imperatore Diocleziano.

Lo scultore locale che immaginò e realizzò il San Giorgio di Serrano dovette pensare che sarebbe stato fuori luogo scolpire un monumento equestre sacro simile a quelli di cui aveva notizia, sparsi per l’Italia, l’Europa e la Palestina. E decise pertanto di rendere unico al mondo il suo Santo. Vedete come ci vuole poco a saper rispettare ognuno i propri ruoli, non come accade alla bestia colossale che adorna la famosa rotatoria di Cavallino.

Non c’è la minima goffaggine nell’essere tanto sottodimensionati. Quello di Serano è un cavaliere molto aggraziato, seppure in miniatura. Andate a vederlo di persona e ditemi se gli zoccoli del suo equino di riferimento non sono perfettamente proporzionati, come quelli di un Mio Mini Pony di marmo leggermente più aggressivo di quelli prodotti dalla Hasbro. Soltanto il confronto col monumento ai caduti che, oggi, fa da basamento al gruppo scultoreo di sopra, non rende giustizia alla figurina da Piccolo Principe militarizzato del nostro eroe, come si può notare nella nostra fotografia.

Questo San Giorgio sembra avere più compassione del solito per l’animale che sta facendo fuori, con la punta della sua lancia, perché non è un’immensa fiera minacciosa, ma un rettilino volante che non sputerebbe fiamma in faccia a una mosca. Sembra urlargli, negli ultimi istanti di vita da nemico che deve recitare un copione, ma che per un attimo va a braccio:

Scostati, o animale verdastro, non meno nobile e lillipuziano del mio destriero! Sei una creatura mitico-leggendaria dai tratti serpentini, ma hai capito come me, il mio cavallo che nella botte piccola c’è il vino buono! Vorrei poterti risparmiare, ma la popolazione intera di Serrano s’aspetta che t’infilzi e sono costretto a farlo. Dunque, stai fermo e cerca di farti colpire dove ti fa meno male, perché temo che dovremo restare in questa posizione per diverse centinaia di anni

Starei per ore a guardare questo San Giorgio che sorveglia – si fa per dire – la minuscola piazza della frazione di Carpignano Salentino. Oh, piccolo santo e martire a cavallo, sei molto più della versione nostrana della “Madunina” lombarda. Ancora più “piscinino”, ti te dominet Serràn. Ecco chi avrei assunto, se fossi stato consigliere con delega alle mascotte della Regione Salento (altro che canarini spelacchiati): questa piccola, grande dimostrazione che le dimensioni non contano.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

One thought on “La favola salentina del più piccolo San Giorgio del mondo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *