Riprendono le trivellazioni, torna l’allarme a Brindisi

A pochi giorni dalle sospette fiammate del Petrolchimico che hanno allarmato la città, la questione ambientale torna al centro della scena a Brindisi. Si è diffusa infatti la notizia di un imminente avvio delle trivellazioni petrolifere da parte dell’ Eni a 25 miglia dalla costa del capoluogo. Gli ambientalisti del comitato No al Carbone parlano di “nuova iattura” e di una ulteriore “svendita” della città:

Qualcuno ha deciso che a Brindisi si può fare tutto- affermano in una nota i rappresentanti del comitato- e che lo si può fare ignorando completamente la popolazione che in più occasioni ha chiesto un cambio di marcia verso un modello di sviluppo che traguardi scenari produttivi diversi da quelli che per decenni hanno imperato portando soltanto distruzione, veleni e morti.

Tuttavia il progetto trivellazioni affonda le sue radici molto tempo fa. Nel 1981 fu individuato il giacimento che prese il nome “Aquila” e nel 1993 il progetto fu presentato a Brindisi da Eni, Agip e dal ministro dell’Industria di allora Paolo Savona. Tra il 1993 ed il 1995 è avvenuta la perforazione di due pozzi sottomarini collegati alla piattaforma “Fpso” (Floating Production Storage Offloading”). L’estrazione del greggio, invece, iniziò nel 1998 e si è conclusa nel 2006 a causa di lavori di manutenzione degli impianti. Ora tutto è pronto per la ripresa delle estrazioni e, come rivela il Nuovo Quotidiano di Puglia, al largo di Brindisi si è in attesa dell’arrivo dell’unità Fpso che è attualmente in navigazione nel cantiere di Dubai e che dovrebbe arrivare alla piattaforma a metà settembre. In questi giorni, dunque, si sta predisponendo il necessario all’ormeggio dell’impianto off shore (boe, cavi, ganci ecc). Non si effettueranno, dunque, nuove trivellazioni ma si riapriranno i pozzi già esistenti.

Gli ambientalisti però non si danno per vinti e promettono di essere pronti a scendere in piazza e di far sentire con forza la loro voce con incisive azioni di protesta con l’appoggio dell’ intera cittadinanza. La preoccupazione per possibili sciagure ambientali è molto forte:

Per i profitti miliardari del gruppo Eni ci esponiamo al rischio di un incidente come quello verificatosi lo scorso anno nel golfo del Messico su una piattaforma della BP o quello di pochi giorni fa nel mare della Scozia su una piattaforma Shell. Due dei più noti incidenti che hanno inquinato centinaia di chilometri quadrati di mare mettendo in ginocchio attività economiche legate alla pesca ed al turismo. Brindisi ripudia questi signori del potere e del denaro che credono di poter comprare il nostro territorio. Non siamo pedine sul vostro scacchiere ma cittadini che difendono la propria città.

Gli attivisti del Comitato si chiedono, infine, quali siano gli intendimenti al riguardo delle amministrazioni locali, del Comune (ora commissariato), della Provincia e della Regione Puglia.

Victor Botta

 

 

 

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One thought on “Riprendono le trivellazioni, torna l’allarme a Brindisi

  1. Riprendono le trivellazioni: l'Adriatico più che un mare chiuso è un grande lago salato con un solo sbocco sul Mediterraneo. Dopo le catastrofi petrolifere nell'Oceano Atlantico bisognerebbe proibire la presenza di piattaforme estrattive in mari chiusi come l'Adriatico. Intanto i sedicenti partiti meridionalisti che si autoproclamano difensori della nostra terra pensano alle miss e ai canarini. :(

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