Ecco i nuovi mostri di distrazione di massa

“Sbatti il mostro in prima pagina”, oltre ad essere il titolo di un grande film, è una tecnica ben conosciuta e meglio utilizzata dai media. Da tutti, fatta eccezione per 20cent, naturalmente.
Con una cadenza settimanale o mensile, scopriamo che il Paese è funestato da questa o quell’altra categoria di persone, animali, macchine, fenomeni atmosferici.

Le campagne terroristiche di stampa inventano spauracchi sempre nuovi. Accanto al tradizionale hostis publicus, lo zingaro, di volta in volta, può essere il turno di alcolisti assassini, proprietari di cani, surfisti decapitatori, pedoni dinamitardi, maestri pedofili, genitori assassini, figli drogati, pizzaioli indiani, trombe d’aria provocate dagli zingari, motoseghe animate azionate da genitori tradizionalisti arabi di figlie emancipate, virus dei bovini distribuiti dai maestri pedofili e atei, crack informatici scatenati fa pizzaioli indiani hacker. E via dicendo, le combinazioni sono infinite. E, soprattutto, non è che si verifichino di continuo su tutto il territorio nazionale, ma vanno a ondate cicliche.

Ora è venuta la volta dei politici. I nuovi mostri sono i politici. Principio e causa prima di ogni male e sciagura che funesta l’umanità. È sempre colpa della politica, come pure si dice. Anche quando un rappresentante eletto non può niente rispetto a un fenomeno, uno qualunque, c’è sempre qualcuno che si chiede: “dove sono i politici, dov’è lo Stato?”.

In generale, la mediocrità dei politici è desolante, senza dubbio, e, nei confronti dell’Europa i nostri eletti godono di un miglior(-issimo) trattamento. Sarebbe un’operazione di pulizia e decenza eliminare privilegi e sprechi e guarentigie personali dal sapore feudale.
Ma la cessazione dei privilegi di cui godono coloro che svolgono una funzione temporanea al servizio del pubblico e dello Stato rimane unicamente un’operazione che contribuisce marginalmente a rilanciare la morale della vita consociata. Non serve ad altro. Non è decisiva per il risanamento dell’economia, non serve a rendere migliore la democrazia. A null’altro, se non a ripristinare un principio di equità che riguarda una porzione minuscola della società.

La manovra finanziaria che il governo dovrebbe, prima o poi, varare, sarà una vasta operazione di macelleria sociale. La fanno i politici, è vero, ma non per salvaguardare lo stipendio da parlamentare, ma, al massimo, per tutelare interessi che coltivano al di fuori dei “templi della democrazia”. In Italia si calcola che l’evasione fiscale ammonti a circa 120 miliardi di euro. Ma a pagare sono sempre gli stessi, quelli cioè il cui reddito è tracciabile. Tra questi ci sono impeigati e funzionari pubblici. Tra i funzionari pubblici sono annoverati gli eletti. La madre di tutti i problemi non è l’esistenza di una classe di politici, i cui privilegi sono ben in vista e vanno sicuramente eliminati; la madre di tutti i problemi sono l’evasione fiscale e il parassitismo dell’economia virtuale finanziarizzata. Nei tg mai nessun direttore decide di lanciare campagne a mezzo stampa di mostrificazione dei briatore che imperversano nel Paese.

Sorge un dubbio. Comincio dall’inizio. Prerogativa della democrazia e della modernità è l’accesso ad alte responsabilità di tutti i cittadini. Tutti. Per attivare questa partecipazione bisogna che il singolo rinunci a quote di tempo del lavoro che lo sostenta, perché i suoi talenti possano essere messi a disposizione della società. Per integrare la virtuale perdita economica che proviene dal servizio pubblico, un cittadino, che non dispone di ricchezze provenienti da lucrose professioni o da rendite terriere e finanziarie, deve essere certo di ricevere un compenso adeguato. Se eliminiamo il compenso, potranno occupare posti di responsabilità pubblica solo coloro che se lo possono permettere, e tutti gli altri tornano al lavoro. La Ggente, il cui comprendonio politico solitamente non va al di là della sbandierata volontà di linciare e fare pogrom, è disposta a vedere sulle poltrone il proprio padrone, quello che da generazioni, magari, lo sfrutta e vessa e rapina, piuttosto che scardinare i dispositivi escludenti ed elitari della rappresentanza e vedere al posto del vecchio padrone, magari, un vecchio collega di lavoro.

È per questo che diamo uno stipendio ai politici, è per questo che un tempo esisteva il funzionariato politico.
Ora, vengo al mio dubbio: non sarà mica che tutta questa ondata di violento qualunquismo sia l’ennesima manovra delle classi dirigenti, detentrici di vaste fette della ricchezza nazionale, per distogliere gli sfruttati dalla rapina delle risorse, con, inclusa, la beffa della neutralizzazione degli strumenti di controllo istituzionale che la democrazia mette a disposizione? Popolo bue, diamine!

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2 thoughts on “Ecco i nuovi mostri di distrazione di massa

  1. Caro Bluto, credo che con questo articolo hai accresciuto molto l'interesse dei lettori per il tuo pensiero. Io ho letto tre o quattro volte gli ultimi due paragrafi perchè mettono in luce i veri problemi spaccacervello del Paese che meriterebbero un dibattito pubblico serio, ma che sicuramente non ci sarà mai per due fondamentali ragioni: perchè in Italia si discute solo di falsi problemi, e solo se è la Repubblica o il Corriere della sera ad accendere i riflettori. E pure il Salento ha i cervelli giusti per farsi domande intelligenti e darsi risposte intelligenti. Speriamo che non aspetti di arrivare con l'acqua alla gola prima di cercarsi una ciambella di salvataggio. Buon lavoro a te Bluto e a tutta la redazione.

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