Le nuove frontiere delle risse salentine di Ferragosto

Escludendo quelle che non hanno presentato arresti o almeno un ferimento grave (ritentate, sarete più fortunati), sono state cinque le risse degne di nota nel corso del Ferragosto 2011 salentino. Tutte occorse fra Otranto, Castro, Santa Cesarea e Gallipoli, le cinque risse top targate 2011 mostrano due dati significativi: sono sempre più interregionali nella composizione e sempre più insospettabili nelle location. Varcano insomma i confini delle etnie tipiche (Bari-Lecce, Napoli-resto del mondo) e dei terreni storicamente fertili per ortopedici e ortodontisti (i ring naturali dei non-luoghi maledetti).

Quest’anno le risse arrivano fino al Blubay, locale fighetto per eccellenza, borghesuccio come nessun altro e al Club Med di Otranto, resort in cui la cosa peggiore che ti potesse capitare, in passato, era l’umiliazione di un capo animatore che rifiutasse di provarci con tua moglie. E riguardano sì napoletani, leccesi e baresi, ma anche frusinati (new entry graditissima), milanesi e anche qualche tedesco.

Intorno al 15 agosto, puntuale come la Festa della municeddha, il Salento diviene il terreno di scontro – non solo etnoantropologico – fra diverse tribù. Tutte piuttosto agguerrite, tutte più o meno armate, tutte convinte saldamente di un principio base: non è veramente vacanza se non scorrono fiumi di mojito e almeno qualche ettolitro di sangue. Possibilmente altrui e, quando possibile, magari anche di una diversa etnia.

I luoghi di queste battaglie, per quello che è un vero e proprio gioco di ruolo (o di dolo) in carne e nervi a fior di pelle (“real life Rpg“), sono abitualmente le discoteche “estreme” e i parcheggi non abusivi sul lungomare di Gallipoli. Per discoteca estrema si intenda il Guendalina di Santa Cesarea o il Rio Bo quando il coefficiente di racalini supera la media e, per parcheggio non abusivo, tutti quelli che, dalla Baia (già) Verde al Costa (fu) Brada, si rincorrono metro dopo metro, scooter contromano contro parabrezza di Suv, finché volontario del soccorso non li separi.

Questo fine settimana la violenza è scattata invece anche in luoghi normalmente irreprensibili, se non si considera una violenza – per se – il fatto che, per accedere al Blubay, esistano almeno 4 o 5 fasce di prezzo, a seconda del pr che è vostro amico d’infanzia. E che, spesso, più pagate meno accesso avete alle strutture privè del locale.

Al Blubay è Derby Andria-Bari, dove un 35enne andriese perderà un occhio per via della violenta colluttazione contro un barese di 27 anni e solo 9 di suoi amici. Il tutto è cominciato da un apprezzamento particolarmente pesante che il barese avrebbe emesso nei confronti della fidanzata in casa dell’andriese, sperando forse di non essere del tutto compreso, dialetticamente e dialettalmente. Invece così non è stato e sono volati molti pugni. Se ci pensate, non è niente in confronto alla violenza perpetrata dall’uomo contro la costa, proprio sotto i loro piedi, ma la dignità di una fanciulla minigonnata – per quanto eventualmente griffata – non può costarti un occhio della testa.

A Otranto, al borghesissimo, tranquillissimo Club Med, si è trattato invece di un rituale abbastanza più singolare. Come per festeggiare chissà quale laurea (magari una in abbronzatura feroce o mojito spiaggiato), un gruppo di napoletani, ma che dico napoletani, di San Giuseppe Vesuviano, hanno fatto volare in aria sdraio e lettini, invece che diplomi e berretti col tocco. A seguire, rissa aggravata a bordo piscina e in punta di coltello. Cinque feriti gravi, sei in manette, due denunciati.

La Gazzetta del Mezzogiorno stamattina ha dedicato alla vicenda di Otranto una delle sue illustrazioni più geniali di sempre, all’interno dei quattro paginoni centrali dedicati alle mutilazioni e ai ferimenti di Ferragosto (che sono, editorialmente parlando, le donne nude dell’estate, visto che d’estate le donne nude sono ovunque).

L’immagine del coltello a serramanico sequestrato ai campani sembra sospesa in un cielo surrealista (in realtà, si tratta di una tovaglietta da set fotografico di sequestro), slegata dalla realtà, come in un dipinto di Magritte in versione pulp.

“Ceci ne sont pas de vacances”, avrebbe titolato il pittore belga. Queste non sono vacanze.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

4 thoughts on “Le nuove frontiere delle risse salentine di Ferragosto

  1. perdonami,
    trovo gli aggettivi qualificanti, cosi magistralmente usati in questo articolo, alla stessa stregua se non peggio, delle 4 pagine dedicate dalla gazzetta del mezzogiorno.
    Almeno il giornale si è limitato ad una dettagliata cronaca e non a fare di tutt’erba un fascio…

    Io avrei scritto un articolo su come passare il ferragosto in maniera diversa e tranquilla e non nella sostanza a riportare quello che ha già detto il giornale con qualche fronzolo dialettico in più…

    la prossima volta che scrivi usa la forma
    di napoli, di bari , di lecce per indicare le persone coinvolte e non leccesi napoletani e baresi che contribuiscono a caratterizzare le persone per la loro appartenenza geografica o meramente per il proprio accento.

    la conseguenza di quest’articolo è che mi viene voglia di andare a leggere i dettagli delle quattro pagine sulla gazzetta che andrò a trovare…

    antonio ronzino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *