Come cambiano i sit-in pro Porto Miggiano: poesia, musica, fotografia

Anche al quarto appuntamento con la protesta contro la cementificazione di Porto Miggiano, gli animatori del Forum Ambiente Salute continuano a viziarne i partecipanti con sempre nuove invenzioni e coup de théâtre.

L’immagine del roman feuilleton, che abbiamo usato a partire dalla seconda puntata di questa grande saga estiva (in onda ogni sabato di agosto) calza ormai alquanto stretta alla storia che stanno scrivendo, su Facebook e per le vie litoranee, questi “tower hugger”, definendo così la loro passione per l’attivismo traendo la dicitura dal mondo degli ecologisti abbraccia-alberi, elevandolo alle proporzioni delle torri di avvistamento.

È talmente vario il menù di attività che propongono – si pensi solo al fatto che ieri, alle canzoni d’autore riproposte da Sergio Starace, si sono unite una lettura di poesie e una mostra fotografica, entrambe di riflessione sul passato antropologico e urbanistico del territorio da Poggiardo a Castro, da Santa Cesarea a Vignacastrisi – che ormai non è più un romanzo, il loro, ma un vero e proprio ipertesto.

Ieri non è stata più la Torre del Mito ad accogliere striscioni e manifestanti, come le tre volte precedenti. Bensì il cuore di Santa Cesarea: sagrato della Chiesa Madre e annesso Museo del Mare, ricavato nell’ex Convento dei Frati Minori. La protesta si avvicina non solo simbolicamente al municipio della località termale, mostrando le sue armi più affilate. Fra cui, la capacità di collaborare in maniera corretta e fattiva con altre associazioni dal forte tasso di coscienza ambientale. Come, appunto, Ecodimare di Leo e Vito Paiano, che a Santa Cesarea cura il Museo del Mare, in cui reading e mostra fotografica hanno avuto luogo.

Sì, anche Santa Cesarea ha il suo museo del Mare, come Napoli e Trieste. Allestito nei locali dell’ex Convento dei Frati Minori, con il patrocinio del Comune di Santa Cesarea Terme, è “un esempio di valorizzazione integrata del territorio salentino”. Nasce infatti dalla passione dei fratelli Paiano e dal contributo scientifico dei biologi e dei geologi che svolgono la loro attività di ricerca nel Salento. I Paiano dedicano anima e pinne al futuro della struttura:

Tra gli obiettivi futuri del Museo l’inserimento di una sezione dedicata all’archeologia, la creazione di laboratori didattici coordinati da archeologici e storici dell’arte dei Beni Culturali e da biologi e geologi delle Università della Puglia. Il museo è articolato in 3 sezioni che illustrano la vita del mare attraverso i reperti e le collezioni raccolte da Umberto Pessolano, direttore scientifico del Museo, nel corso di viaggi ed esplorazioni nel mondo.

Il Museo del Mare costituisce un’occasione unica per osservare da vicino il meraviglioso mondo marino: bivalvi, gasteropodi, cefalopodi, crostacei, echinodermi e poriferi che popolano non solo il mare nostrum ma anche i lontani mari esotici. Unica, nel suo genere, nel Salento, la collezione di attrezzature subacquee ed ingegni del mare che ricostruisce la storia della subacquea.

Il Museo è già stato arricchito da amici, visitatori e gente di mare (di cui il più giovane ha solo sei anni) grazie a supporti economici e donazioni di materiali e reperti. Lo spazio si trova in via Roma (il “corso” di Santa Cesarea, quello che pare un congresso permanente di vigili urbani), giusto alle spalle della chiesa. È aperto tutti i giorni – escluso il lunedì – dalle 19.30 alle 22.30 ed è accessibile ai disabili e amatissimo dai bambini. Soprattutto se avete un occhio di riguardo all’orbita in cui andranno subito a infilarsi un microscopio, non appena ne avranno occasione, una volta già ispezionato il grosso dei cefalopodi appesi ai muri.

Dunque, i sit-in di Santa Cesarea provano e riescono a travalicare i confini stessi dell’area misteriosamente non-protetta per cui sono nati e continuano a dare il massimo. E si trasformano a poco a poco, ogni settimana di più, in un aggregatore di civiltà e talenti della comunicazione ambientalista di cui Nettuno solo sa se non avevamo un gran bisogno.

La raccolta di firme contro l’Augustus Resort, da presentare all’assessore Regionale all’Ambiente Angela Barbanente, prosegue sulla media di circa 200 nominativi a seduta, ma presto si arricchirà di un nuovo strumento 2.0: la sottoscrizione online. Si scarica un modulo e non solo lo si può firmare comodamente da casa. Ma lo si può fare firmare ai propri amici e conoscenti di eguale sensibilità. Magari, prima, organizzando una bella cena, per venire incontro alle sensibilità meno eguali.

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