Se la rivoluzione delle Fse non è solo tecnologica

“Da Zollino a Gagliano del Capo in 30 minuti rispetto agli attuali 60 a bordo di treni moderni confortevoli che potranno viaggiare fino a 120km/h contro i 40km/h, velocità a cui ancora oggi viaggiano i treni nel basso Salento”. Se le parole dell’assessore regionale ai Trasporti Gugliemo Minervini risalissero a cinquant’anni fa non ci sarebbe stato nulla si strano. La notizia è che le ha pronunciate stamane, all’Hotel President, in occasione della presentazione del progetto di ammodernamento delle Ferrovie Sud-Est. Il che ha avuto l’effetto di essere a un tempo rassicurante e allarmante.
Rassicurante, perché finalmente si da vita al progetto di metropolina leggera di superficie redatto allorquando si diede il via alla programmazione per i fondi strutturali 2007-2013; allarmante perché per i prossimi due anni chi sceglierà le Sud-Est per spostarsi nel Salento continuerà a impiegarci un’ora per andare da Zollino a Gagliano del Capo.

Il progetto, che interessa le linee Martina Franca-Lecce, Lecce-Gallipoli, Casarano-Gallipoli, Novoli-Gagliano, Zollino-Gagliano e Maglie-Otranto e coinvolge 30 comuni, è stato finanziato con 120 milioni rinvenienti, appunto, dai fondi Fesr per la programmazione 2007-2013. Il tutto dovrebbe prendere il via entro la fine dell’anno e concludersi entro il 2013.

Se aggiungiamo che con i Par-Fas potremo realizzare il collegamento shuttle tra l’ospedale Perrino e l’aeroporto di Brindisi, si potrà arrivare in poco più di un’ora dall’estrema punta del Salento all’aeroporto. Stiamo collegando il Salento con il mondo e superando il grande limite dell’accessibilità turistica di questa splendida porzione del territorio pugliese.

Minervini è consapevole – si vede – del fatto che il progetto di cui parla, per il Salento significa “storia”: affrancamento da un’arretratezza non solo tecnologica.
E se da un certo punto di vista le Ferrovie Sud-Est erano diventate un’attrazione per gli amanti del vintage – una sorta di avamposto nostalgico del trasporto ferroviario -, dall’altro sembravano essere il simbolo di una frustrazione culturale quasi ineluttabile. Questo, ben inteso, a dispetto del grande potenziale che le ferrovie Sud-Est rivestono in un territorio come il Salento. Non solo di strade si necessità da queste parti. Chissà cosa sarebbe accaduto se la politica si fosse interessata delle rotaie salentine con lo stesso fervore con cui si è occupata di strade come la Statale 275 o la Maglie-Otranto.
Non di retorica si tratta. E’ dalle Ferrovie che può nascere un nuovo modo – più sicuro, economico, intelligente – di pensare gli spostamenti in un territorio che desidera farsi conoscere e desidera essere visitato. Diciamolo: raggiungere la Notte della Taranta o la Fòcara di Novoli con il treno non ha prezzo. E’ bello. E’ un segnale di civiltà prima ancora che di pubblica efficienza.

Ecco perché l’ammodernamento delle Sud-Est non è solo un ammodernamento di natura tecnologica. E’ molto di più, è un passo in avanti nella sensibilità antropologica di una comunità vasta. Ma tutto questo, oggi, è molto più semplice – e forse giusto – esprimerlo con le parole della vicepresidente della giunta regionale, Loredana Capone.

Si tratta di un intervento importante per tutto il Salento, che garantisce maggiore velocità e più sicurezza facendo sì che ci siano treni veloci, climatizzati e accessibili con carrozze che consentono anche l’abbinamento con le biciclette. Finalmente, dopo novant’anni avremo una ferrovia moderna che ci spinge verso la metropolitana leggera, impegno che sosteniamo da anni come indispensabile per il nostro territorio.

Fu la Provincia di lecce targata Pellegrino a lanciare nel 2007 l’idea di fare delle Ferrovie del Sud-Est una metropolina di superficie per il Salento. Se ne parlava, e molto, nelle decine di riunioni e nelle innumerevoli “cabine di regia” messe su per per capire in che modo spendere i soldi comunitari 2007-2013. Oggi, di quelle riunioni e di quelle cabine di regia è rimasto ben poco. Di questo “poco” fa parte il progetto di ammodernamento delle rotaie made in Salento, così come ricorda il segretario provinciale del Pd Salvatore Capone, per altro ex assessore provinciale ai Trasporti.

Il grande sogno della Provincia di Giovanni Pellegrino diventa finalmente realtà: il Salento avrà la sua metropolitana. Comincia, quindi, a prendere corpo la visione di mobilità per il Salento che il Pd di Lecce si è impegnato a immaginare e progettare, prima con l’Amministrazione provinciale di centrosinistra e recentemente con gli approfondimenti sintetizzati nel documento “Il Salento…muove!”. Una visione in grado di offrire a tutti i passeggeri, residenti e turisti, la comodità del servizio di trasporto unitamente ad una corretta fruizione dello splendore della nostra terra.

 

Foto: Paolo Margari

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