Le 5 migliori spiagge dell’estate salentina 2011

Ogni stagione estiva le richieste dei turisti che scelgono il Salento per balneare si fanno più esigenti. Il bello, nel caso del Salento e del nostro turismo estivo, è però uno: non sempre le esigenze più difficili da soddisfare – soprattutto da parte di altri territori, per noi concorrenti – sono verso l’alto della gamma. Non sempre, infatti, avere di più è sinonimo di avere di meglio. Questo discorsetto, naturalmente, vorremmo tanto che fosse retweettato o almeno laikato il prima possibile anche agli imprenditori che cementificano e sharmelsheikificano le nostre coste, non appena un ambientalista o uno stormo di gabbiani killer, alla Hitchcock, si distrae un attimo. Proprio come nel caso di questi giorni: Porto Miggiano.

Dunque, nel fare un elenco delle nostre 5 spiagge al top per l’estate 2011 dobbiamo tenere anche conto di questo fattore: sempre più spesso, e in particolar modo nel Salento, il vero lusso è la semplicità.

5. I Bagni Marinelli. A Felloniche, l’unico lussuoso anche in senso stretto della nostra classifica. Ma abbiamo deciso di inserirlo come saggio campione non gratuito della tendenza spendacciona, essendo lussuoso fino a un punto che schiacci un campanello dall’ombrellone e chiedi o una frisa a un massaggio thailandese – gestiti perfino con due tipi diversi di olio.

4. Il Coco Loco. A Torre San Giovanni, marina di Ugento, il lido in questione presenta il merito indiscutibile di essere talmente tanto caciarone e musicarello (solo, musicarello house, altro che favolosi anni ’60) da farvi risparmiare tempo e denaro. Infatti, non appena usciti, a dj session terminata, dallo stabilimento balneare in questione, non avrete più la minima voglia di trascorrere la serata al sempre più caro Guendalina.

3. Se sei per la prima volta in Salento ad agosto e hai la sfortuna/fortuna di conoscerci gente (compagni di università, colleghi di lavoro, persone pokate su Facebook), ovunque ti vogliano portare i tuoi contatti salentini so-tutto. E da dove non riusciresti a schiodarli con niente, neanche con la proposta di una spiaggia nudista clandestina. Oddio, quasi niente.

2. Una calata a caso di villa di Castro. Se siete dotati di amici a loro volta dotati di villa sul lungomare fra Castro e Marina di Andrano, siete padroni per un giorno di un pezzo di scoglio spianato e, in qualche caso illustre, anche agghindato con ombrelloni-livrea della casa (scopritene le varietà a partire dal bianco Semeraro). Se non siete dotati di questo tipo di amici, legittimate le vostre voglie di lotta di classe e, come ragazzi del lungomare Pal, cercate di occupare il numero maggiore di centimetri quadrati di calata borghese coi vostri teli e, in assenza di essi, coi vostri corpi sanguinolenti per l’attrito cogli scogli. Ma liberi.

1. La spiaggetta della Marina di Leuca, fra il Lido Azzurro e l’ultima della bagnarole delle ville di un tempo. È il vero bagno che non c’è più, specialmente se scegliete il mattino presto o l’ora del tramonto per stendervi su una delle rare sabbie leuchesi.
Se giri la testa da una parte, vedi il Lido Azzurro, il primo dotato di palafitta a scavare fra gli scogli della zona portuale. Scorgi due o tre figuri vestiti di canotta e tricipiti, e sei contento di non essere lì. Se la giri dall’altra, la testa, ancora ti sembra di vederle, le pompose, un po’ sgraziate, adorabili nonne o bisnonne (a ciascuno il suo) che ancora pretendevano di calarsi in acqua da dentro quelle enormi “cabine” in muratura, per non sembrare scostumate nei confronti della propria femminilità, prima ancora che, evidentemente, di qualunque marito ingiustificatamente geloso. Occhio sempre non sia mai ti fregano l’immaginazione, mentre sei in acqua.

foto | Rio14

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