Goletta Verde in azione tra mostri e abusivismo

Goletta Verde arriva a Gallipoli e lancia il suo allarme. La campagna di Legambiente che monitora le condizioni del mare e dei litorali italiani è stata perentoria: “Sulle coste italiane un reato su quattro è causato dal cemento illegale”- ha detto il suo portavoce, Stefano Ciafani. Attraverso opere di informazione e di sensibilizzazione, Goletta Verde ogni estate verifica lo stato di salute delle coste italiane, e i dati emersi dai controlli attuati quest’anno sono piuttosto allarmanti.In particolare il dossier Mare Mostrum che riguarda laPuglia la colloca al quarto posto della classifica nazionale per abusivismo demaniale e illegalità commesse ai danni del mare e delle coste.

Le proporzioni che l’abusivismo ha assunto in Italia sono tali da definirsi piaga sociale. Le licenze e le concessioni edilizie, già da diversi anni, sembrano essere un optional. Si tratta di un fenomeno che senza alcun ritegno continua a crescere a dismisura e da qui l’esigenza di difesa dell’ambiente, che oggi, è di massima urgenza. Il senso è: le costruzioni abusive deturpano il paesaggio. I dati che riguardano la Puglia riflettono un crescendo di mattoni illagali, il 2010 infatti, ha evidenziato 1.505 reati che coprono il 12,7% del territorio nazionale, per un totale di 658 sequestri, e 1.636 persone denunciate o denunciate. L’abusivismo demaniale non è da meno. Nel 2010 si contano 412 infrazioni, 270 sequestri e 535 denunce o persone arrestate.

La provincia di Lecce, con un sesto posto, non è esente dalla classifica per abusivismo. Nell’area di Patù sono state sequestrate 22 lussuose abitazioni a un passo dal capo di Santa Maria di Leuca, realizzate grazie ai tecnici comunali che hanno rilasciato i permessi. Il comune di Porto Cesareo nel 2009 ha dato il proprio benestare per la costruzione di un albergo a Punta Saponara, a soli 7 metri dalla battigia. Il quadro è ancora più sconcertante a Porto Miggiano, comune di Santa Cesarea Terme, dove la dinamica è stata ben camuffata. Un complesso turistico è sorto a ridosso di una scarpata e comprende 536 appartamenti, con tanto di attrezzature balneari, piscine, parcheggi e un ristorante. Oltre 60mila metri quadrati “spesi bene”.
“Questa è una piaga costante per l’ambiente costiero – ha detto Ciafani – che si sana solo con gli abbattimenti a colpi di tritolo e non con ipotesi di condono, che premia i furbi a discapito dei cittadini onesti”.

Alessandra Adamantino

foto – ytang

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