Le grandi manovre del centrosinistra leccese
Denso il capitolo del nostro Romanzone estivo per quel che riguarda il centrosinistra.
Il chiacchiericcio qui si è scatenato. Trionfa il genere fantasy e la letteratura noir.
Il nucleo centrale da cui tutto prende origine sarebbe il presunto immobilismo del Partito democratico sulla scelta del candidato sindaco.
I complotti più fantasiosi si stanno intrecciando per spiegare l’imbarazzante silenzio del gruppo dirige nte sulla provocazione di Cosimo Casilli di alcune settimane fa.
Certo, un po’ strano appare anche a noi che la disponibilità espressa dall’unico membro salentino della Direzione Nazionale (escluso Blasi che è segretario regionale) di partecipare alle primarie per la scelta del candidato sindaco, sia stata completamente ignorata dal gruppo dirigente del Pd.
Ma luglio, si sa, spiega e giustifica tutto. Non per i patiti del gossip, però.
Secondo queste malelingue, ci sono settori del Pd che non vogliono creare molto disturbo a Perrone. Vengono guardate con sospetto le singolari alleanze tra il sindaco di Lecce e la vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone.
Non era ancora stata digerita l’operazione porto di San Cataldo (intesa Perrone-Capone con la benedizione di Italia Navigando) che già si parla di un benevolo, consistentissimo, intervento della Regione Puglia in soccorso del giovane Sindaco, per alleggerirlo del debito con la ditta Leadri, per lavori sulla Tangenziale est.
Ma la cosa più fantasiosa è che persino settori autorevolissimi del Pd vicini a Casilli non sono stati entusiasti di quest’auto-candidatura.
Pare, infatti, che i vecchi geni della politica considerino Perrone (ma leggi Fitto) pedina di utili alleanze in un immediato futuro post berlusconiano. Quindi, non disturbare il manovratore.
Non mancano letture esilaranti che coinvolgerebbero persino il sindaco di Bari Michele Emiliano. Qui lo scenario si ribalta: non si deve disturbare la Poli per consentirle di andare a un sicuro ballottaggio (contro Perrone) e poi sostenerla.
Del resto, dicono i serpenti, non è stato Emiliano sempre un entusiasta sostenitore del meridionalismo “terrone”, che ispira il movimento della Poli e di Miccichè?
Quale migliore occasione per stringere un patto oggi, ma utile domani, quando il sindaco di Bari punterà alla presidenza della Regione?
Nessuna notizia, invece, dal fronte d’alemiano. L’immobilismo qui è totale.
Naturalmente non mancano le maliziose ricostruzioni, molte indegne anche di essere riferite.
Più verosimilmente nessuno è più in grado di dirimere i contenziosi tra le varie anime della vecchia federazione d’alemiana dopo l’uscita di scena di Sandro Frisullo.
Risultato?
Ne parliamo a settembre.

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