Il batterio della Taranta anarco-rockettara

Destano allarme tra le genti salentine i risultati di un indagine di un gruppo di infettivologi inglesi pubblicata sull’autorevole rivista “Science”. Questo gruppo di scienziati ha condotto una ricerca su un migliaio di pazienti ricoverati in Inghilterra, a seguito della loro partecipazione alla tappa del 25 -26 Giugno 2011, a Londra, del Concertone della Notte della Taranta.

Gli affezionati al folklore locale, sulle prime, appresa la notizia da un telegrafico lancio di agenzia, hanno gridato al prodigio: MAGICA TARANTA! A migliaia di chilometri dalla sua culla, in un mondo del tutto differente dalle campagne riarse del profondo mezzogiorno italiano, nientemeno che a Londra, patria della modernità, il morso del ragno si riscopre portatore del suo atavico morbo redentore! Che TRASCENDENZA! La Taranta, come una antichissima e prodigiosa forza messianica, è ridiscesa sulla terra per liberare l’umanità dalle sue isterie ipermoderne. Alcune fonti tendenziose già avevano fabbricato prove false della diffusione del morbo, producendo finte fotografie in cui centinaia di persone, in gonnella e/o gilet neri, ballavano in Trafalgar Square e a Piccadilly Circus. Ma gli entusiasmi, genuini o maliziosi, dei più fervidi nazionalisti del ragno magico, sono stati smorzati sul nascere dalla pubblicazione in Italia del saggio epidemiologico su tutte le fanzine anarco-rockettare, interessate più d’altri a colpire a morte la mistica “sangue e terra” che la pizzica porta con sé.

Si è scoperto così, traducendo con fatica dall’inglese, che si tratta di un “batterio non facile da sconfiggere, ma che produce unicamente macchie rosse, seguite da vampe di calore, poi improvvisi brividi di freddo e violenti starnuti”! Giusto giusto la malattia che ne “La Spada nella Roccia” (1963, Walt Disney), mago Merlino trasmette alla perfida Mago Magò, nel colpo finale del loro leggendario “duello tra maghi”. Il saggio sostiene con forza che “c’è una correlazione inequivocabile tra l’ascolto di un buon quarto d’ora di un brano qualsiasi del repertorio incriminato e il manifestarsi dei sintomi suindicati”.
“In assenza dei tipici effetti del morso del ragno”, continua l’articolo, “non si potrà procedere alla terapia per come è stata registrata fedelmente da alcuni antropologi alla metà del XX secolo”. Questa è stata la mazzata più dolorosa. La guarigione non potrà essere fornita affatto da balli sfrenati, che si protraggono per ore, niente stoffe colorate, niente lenzuoli stesi sul selciato ad accogliere il corpo tremebondo della posseduta, e soprattutto, niente musicisti che suonano per ore e per giorni, finalmente emancipati dalla penuria di spettacoli dell’inverno taccagno di sagre e fiere. Già si stavano sfregando le mani i bardi salentini, le migliaia di band di taranta e pizzica, subodorando il lucroso giro di affari che si poteva aprire con la diffusione su scala planetaria di una malattia che solo loro potevano curare. In realtà si stava muovendo verso la riconversione tutto il settore della world music internazionale, che, non contenta di esacerbare cuori e orecchie con le loro nenie soporifere, stavano chiamando i migliori maestri di tamburello per apprendere i segreti della musicoterapia in salsa salentina.

Aggiungono ancora gli scienziati inglesi: “sarebbe esiziale confondere la malattia con la cura: la musica da terapeutica, nel nostro caso, per una ragione che ancora non sappiamo spiegare, diventa la causa del sorgere del disturbo registrato in centinaia di casi”.
Tutto saltato, ragazzi. Continuerà, allora, la lotta tra le fazioni di quelli che ce l’hanno fatta e quelli che sono rimasti tagliati fuori dalla gloria imperitura di esibirsi con l’Ensemble della Notte della Taranta nel concertone finale della “Stoccolma di queste vanne”, Melpignano.
Lotte civili a parte, nubi ancora più tetre si addensano sui muretti a secco “dellu Salentu”, intorno alle braci su cui cuociono succulente salsicce, sulle agricolture del terzo mondo in cui vengono coltivati gli alimenti necessari a reggere il ritmo produttivo di feste e sagre varie.

È in preparazione una direttiva urgente della Organizzazione Mondiale della Sanità, che vieterà di tenere concerti di pizzica salentina in ogni dove. Ahhhh perfida Albione!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *