Lecce litiga e Bari capitale europea della cultura

Michele Emiliano alla fine ha ottenuto quello che voleva. Un faccia a faccia con Vendola a mo’ di riconoscimento di una qualche leadership nel centrosinistra sui temi attuali del costo della politica, della parità di genere e dei rifiuti campani. E soprattutto il colpo grosso dell’impegno di Vendola a “battersi strenuamente perché Bari possa diventare la capitale europea della Cultura, obiettivo che non è soltanto nel capoluogo ma pienamente ed appassionatamente obiettivo della regione”.

Chiaro? Chiaro. E’ bastato postare sull’onnipotente facebook una serie di ovvietà sulla manifestazione leccese di Italia Wave – tra l’altro per sua stessa ammissione leggiucchiate sui giornali – per portarsi a casa un bel bottino. A questo punto il tentativo dell’Apt di Lecce di dimostrare che nella settimana del Festival del rock c’è stato un incremento del 10 per cento di presenze turistiche non è servito a niente. Così come a niente è servita la puntuale e circostanziata risposta del direttore artistico di Italia Wave, Mauro Valenti, ai rilievi “per sentito dire” del sindaco di Bari. Una per tutte, dice Valenti:

Non c’è mai stato un incontro tra l’organizzazione del festival e il sindaco di Bari, al quale chiediamo a cosa si riferisce quando dice che “l’evento gli era stato offerto per Bari a prezzi folli.

Già, a cosa si riferisce? E chi sono gli amici degli amici? Emiliano non dice né, a questo punto, gli conviene più di tanto vista la consistenza “per sentito dire” delle sue critiche. E soprattutto visti i risultati per la sua Bari del faccia a faccia con Vendola.
Sul campo della battaglia, come sempre accade quando c’è guerra, restano naturalmente un po’ di feriti. Per esempio le truppe del Movimento Regione Salento che, evidentemente ignare delle giravolte levantine di Emiliano, hanno osannato in una nota l’opinione del sindaco di Bari sul festival del rock. Una nota dura, non firmata, in cui si ribadisce il punto di vista originario del Movimento pro-regione sulla manifestazione e si rileva “l’incompetenza in materia dell’amministrazione guidata da Paolo Perrone” e “la mancanza di una visione delle politiche culturali in questa città (Lecce ndr) “ da parte della stessa amministrazione. Il tutto con l’auspicio che le manifestazioni culturali nel Salento “vengano prodotte da soggetti locali e non importate dal nord”. Insomma, “al posto dei vari festival tarock, affidati ad impresari forestieri, facciamo i nostri eventi, con le nostre peculiarità che rispecchiano le vocazioni territoriali, come in tante occasioni si è dimostrato”.

Il giro di vite del Movimento guidato da Paolo Pagliaro non finisce qui. Oltre che per Perrone ce n’è anche per Palese (e quindi per Fitto) con un paio di schiaffoni al capogruppo regionale del Pdl, oggi fautore del taglio del numero dei consiglieri, ma nel recente passato “protagonista dell’innalzamento a 70 del numero dei consiglieri della Puglia”.
Che sta accadendo? Non è difficile. Siamo al riposizionamento tattico in uno scenario locale e soprattutto nazionale che offrono nuovi spazi per chi al momento ha le mani liberi. Leggasi l’intervista dalla Gazzetta di Adriana Poli Bortone, e oggi questa nota ispirata da Pagliaro. Altro che Italia Wave.

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One thought on “Lecce litiga e Bari capitale europea della cultura

  1. Vorrei sapere come la prendono i Brinidisini, che da qualche tempo stavano cercando di portare la propria città come Capitale Europea, ma vabbe la visione Baricentrica di Vendola ed il suo inseguire emiliano è particolarmente evidente…

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