Il Salento, la rockstar e il marketing territoriale

Altro che milioni spesi per fare la promozione turistica del territorio, altro che che festival rock, iniziative culturali, marketing territoriale spinto, tarante, marchi d’area e sponsor sulle maglie del Lecce calcio. Basta che un Dave Grohl qualsiasi  decida di comprare casa a Castro e come per incanto, ma soprattutto a costo zero, il mondo sa qualcosa in più del Salento o, nel migliore dei casi, ne sente parlare per la prima volta. La cosa può non piacere o si può far finta di ignorarla, ma è vera oltre ogni ragionevole obiezione.
D’altra parte, coi tempi che corrono, se si dovesse pensare di intraprendere una campagna di promozione turistica planetaria non si riuscirebbe a superare i confini della Regione Salento mentale che è in ognuno di noi. Non per niente, questione di penuria di idee prima ancora che di soldi.
Nella redazione di 20centesimi abbiamo toccato con mano il potere che una notizia sulla carta easy (poco più di un gossip), come quella di una rockstar che acquista una casa, può avere nel potenziare due cose: il tasso di lettori extraregionali di questo sito e il fascino di una terra percepita come una sorta di paradiso terrestre del mondo occidentale. Chiamasi effetto alone, e attualmente è la risorsa più interessante di cui gode il Salento da vendere.

Ora, il dilemma che attanaglia la classe dirigente della terra di dove finisce la terra è il seguente: come fare ad assimilare e a trasformare in ricchezza quest’alone che cresce?
I più saggi ricordano che come tutte le mode anche quella per il Salento è destinata a passare se non si mette al sicuro la dote turistica che il territorio esprime per vocazione naturale. Insomma, se a Castro mancano i servizi fondamentali per l’ospitalità internazionale, anche l’appasionato grangettone Dave Grohl potrebbe decidere che in fin dei conti non ne vale la pena. E poi addio alone.
Così il ragionamento fila dritto e deciso sul binario di un buon senso quasi imbarazzante, ma potrebbe essere facilmente ribaltato da un pensiero insolente: e se Dave Grohl avesse deciso di acquistare casa a Castro proprio per la mancanza di quei servizi fondamentali? e quindi fosse stato conquistato da quel fascino vagamente survival che solo il vivere ai limiti della geografia può esprimere? In quest’ottica i balli di gruppo del pazzo sabato sera di Castro Marina assumono un’importanza antropologica determinante, quasi imprescindibile per le bizze esotiche di una rockstar internazionale.

Salento in vendita, dunque? Sì, se per “in vendita” si intende un territorio dotato di un patrimonio immobiliare accessibile a chi se lo può permettere. Meglio ancora se  si parla di un rock star internazionale. E sì, soprattutto se si è deciso che il turismo deve diventare un segmento produttivo a tutti gli effetti. Nell’ottica turistica il Salento ha indubbiamente qualcosa da vendere, solo che non ha ancora deciso come e a chi. Il sistema è ancora un po’ troppo casuale: si fa tutto e il contrario di tutto nel nome di principi del tutto differenti. Qual è il modello di sviluppo che si intende perseguire? quello un po’ survival che è piaciuto – pare – a Dave Grohl o quello iper confortevole che può piacere al mega direttore galattico in vacanza? o entrambi i modelli racchiusi in una sintesi strutturale e concettuale?

Quel che di certo c’è è che il Salento piace tanto alle rock star quanto ai fan delle rock star, solo che in termini di promozione e visibilità la rock star conta più del suo fan. Ma, in ultima e lapalissiana analisi, il territorio dovrebbe essere pronto a ospitare entrambe le circostanze esistenziali: chi segue e chi è seguito.
Tuttavia, in qualsiasi modo si deciderà di declinare l’accoglienza di queste latitudini, sarà bene non perdere di vista l’unicità che rende un luogo unico per definizione, che poi è la vera grande risorsa di cui gode il Salento al di là dei luoghi comuni. Si tratta di lavorare di fino. Per intenderci, il giorno che a Castro Marina i preziosi balli di gruppo – sensuali ed eversivi come poche altre cose in circolazione – verrano sostituiti da un concertino jazz o da un rock festival organizzato da Dave Grohl quello sarà il giorno in cui avremo perso la scommessa con il nostro futuro di territorio.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

One thought on “Il Salento, la rockstar e il marketing territoriale

  1. aggiungerei un'altra domanda. cosa resta a chi vive qui, alla fine dei conti? ovvero: di che qualità è il benessere generato dalla gran moda del salento? o per farla terra-terra: oltre alla mensilità (generalmente in nero) del cameriere che servirà la pizza a dave grohl e il compenso (generalmente in nero) alla donna delle pulizie che gli netterà la casa, qual è il guadagno in chiaro di questo boom?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *