Assunzioni chetichella tra Comune e Lupiae

Ci sono notizie e notizie. Quelle che passano dagli uffici stampa e ci informano di straordinari partenariati pubblico/privato sul fronte dell’emergenza pipì (come nel caso del travel shop di via Libertini). E quelle che, giocoforza, escono dal Palazzo alla chetichella, tirate fuori dai membri dell’opposizione quando, in maniera più o meno fortuita, vengono a conoscenza di un fatto che riveste qualche importanza generale e che, dall’ufficio stampa del Comune, gira a largo.

È il caso delle 15 assunzioni a tempo determinato che la Lupiae servizi ha fatto per sostituire i dipendenti che vanno in vacanza a rotazione durante la stagione estiva. Assunzioni effettuate, a quanto raccontano i ben informati, con metodi ineccepibili a rigor di legge ma nel silenzio generale. E del resto, sul fronte della procedura seguita, dal Pd leccese non si fanno illusioni

La Lupiae dirà che si è rivolta a società di lavoro interinale da cui ha avuto i nominativi delle persone avviate al lavoro, ed è così, ma il problema sollevato da tanti ragazzi disoccupati che hanno fame di lavoro rimane tutto e conferma in loro – giustamente – il convincimento che bisogna avere qualche santo in paradiso, altrimenti non c’è niente da fare.

E questo è il punto. Perché la società, posseduta al 100 per cento dal Comune di Lecce, non ha dato più evidenza a questa opportunità di lavoro, consentendo anche alle svariate centinaia di giovani disoccupati leccesi di esserne a conoscenza e magari di concorrere per accaparrarsi qualche mese di stipendio? Se la Lupiae si è rivolta a una agenzia interinale, perché non dire quale e avvertire i ragazzi di Lecce che lì era possibile presentare una domanda di assunzione? Ma i dubbi, tutti destinati a rimanere inevasi, non sono solo questi. Altri ne ha Wojtek Pankiewicz, consigliere comunale dell’Udc.

Ma chi è stato assunto? E perché? Con quali criteri? Hanno saputo di queste assunzioni solo gli amici della casta al potere? E gli amici degli amici? Mi chiedo, quando al Comune di Lecce, per i disoccupati, ci potrà essere pari opportunità e meritocrazia?

Purtroppo a Lecce e provincia andare alla ricerca di disoccupati è come pescare in un acquario. E ognuno, a suo modo, ci specula. Ci speculano i giornali che ogni settimana, immancabilmente, pubblicano locandine fuori dalle edicole con strilli del tipo: “Un lavoro per l’estate, centinaia di assunzioni”. Il rimando è a inserti nelle pagine interne che i giovani disoccupati consultano come i fedeli ebrei consultano il Muro del pianto.

Ci specula, è ovvio , la politica, ancora una volta con la complicità della stampa “specializzata”. La settimana scorsa è stato il turno della Provincia di Lecce, con l’assessore Ernesto Toma che ha ottenuto titoli come “100 posti in arrivo alla Provincia”. Salvo poi scoprire che l’iniziativa, tanto sbandierata dei 100 posti di lavoro altro non è che la certificazione del fallimento dei centri per l’impiego della stessa Provincia. Infatti, in quel caso, sempre con il fondamentale apporto di agenzie interinali private, vengono offerti posti di lavoro in molti settori dell’economia salentina. I criteri di assunzione, leggendo il bando, sono tutt’altro che chiari. Anche lì basta essere disoccupati da 12 mesi e presentare domanda alle tre agenzie interinali a cui la Provincia si è rivolta (delle quali nessuna ha una filiale a Lecce).

Per non parlare dell’ormai celebre caso degli 80 posti di lavoro da rilevatore del censimento 2011 che partirà nei prossimi mesi che il Comune di Lecce ha riservato ai dipendenti comunali. A chi un lavoro ce l’ha già. In quel caso l’immancabile titolone “80 posti di lavoro in arrivo” si è ritorto contro lo stesso ente, data l’indignazione, ampiamente condivisa, di una attenta lettrice di 20centesimi.

Forse anche per questo, a Palazzo Carafa questa volta si sono guardati bene dal dare diffusione della notizia delle 15 assunzioni alla Lupiae. O forse la notizia non è circolata per altri motivi, oscuri a chi scrive e ai migliaia di disoccupati salentini. Certo l’opposizione se ne è accorta.

Il gruppo del Pd, nel condividere il disappunto e la protesta di tanti giovani disoccupati della nostra città, rivendica la necessità e l’urgenza di adottare procedure trasparenti e criteri oggettivi che offrano a tutti uguali opportunità, soprattutto in un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando in cui è particolarmente odiosa ed insopportabile l’impressione di essere in presenza di politiche dal sapore discrezionale per non dire clientelare.

E già il fatto che questa piccola, banale, vicenda, che sa tanto di politicuccia preelettorale di provincia, non passi inosservata è un gran passo in avanti.

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