Tre segni per cui Vanini sta diventando veramente famoso

Il luglio salentino 2011 sembra essere caratterizzato, fra gli agglomerati di parole inglesi che ne designano le rassegne musicali, anche da un’implacabile serie di eventi, trasversali a tutte le altre kermesse e manifestazioni. Pare che ci sia la season londinese, che ci sia, per carità, pure Italia Wave Love Festival. Ma poi c’è l’estate vaniniana. L’assolata esposizione, al termine di un inverno secolare, di un maestro del pensiero moderno (1585-1619), un campione del mondo di ragionamento per assurdo, una cintura nera di ateismo ragionato.

La missione di Mario Carparelli e di Domenico Fazio, insomma, di trascinare Vanini fuori tanto dall’indifferenza del pubblico quanto dal fraintendimento dell’accademia, sembra essere destinata a un picco di maturità proprio in questi giorni. L’estate vaniniana è partita ufficialmente mercoledì alla Liberrima, quando i due studiosi hanno scoperto una targa commemorativa dedicata al loro prediletto filosofo taurisanese. La targa domina l’ultima annessione dell’espansionismo territoriale dell’imprenditore Maurizio Guagnano: una saletta in fondo al caffè-ristorante di corte dei Cicala. Più che a una mini conferenza in omaggio a un ateo bruciato vivo, l’altro giorno sembrava di essere a un aperitivo in onore dell’inventore dei leggings, per quanto alto era il numero delle belle slanciate ragazze presenti nella sala. Fra di loro si annidavano anche alcune studentesse fresche di appello del corso monografico su Vanini che Fazio e Carparelli hanno tenuto questa primavera alla Cattedra di Storia della Filosofia Moderna dell’Università del Salento. Perfino il più agnostico degli agnostici leccesi, Giacomo Grippa, è rimasto colpito dalla loro preparazione, sperando in cuor suo che fossero quantomeno razionaliste, se non atee.

Ma il bello è ancora da venire. Giovedì 21 luglio nuovo appuntamento col vaninismo. Questa volta alla Villa Comunale di Lecce, proprio dove è ospitato, un po’ in disparte, il busto del Giulio Cesare più importante nato a sud di Roma. L’evento prevede un esperimento di bookcrossing vip: fra scrittori ed editori locali. Il bookcrossing è una sorta di scambio di coppia, ma fra possessori di libri. Valgono però le regole dello scambismo tradizionale: chi si presenta con la base di partenza qualitativamente e quantitativamente più rilevante, ha gioco facile a scegliere il meglio disponibile fra le mani degli altri. Gli sfidanti, a parte il pubblico che si spera accorrerà numeroso, sono Mario Carparelli con “Morire allegramente da filosofi”; Giuseppe Pascali e il suo “Il maestro della banda”; Serena Sabella con “Mamma non si nasce”; Ivan Ferrari e “2 giugno dalla monarchia alla repubblica”; Leda Schirinzi che porta “La casa dei sogni” e Francesco Tornesello che scambia “Alla fine dell’arcobaleno”.

Chissà che qualche appassionato podista, frequentatore della Villa per questioni sportive, non si fermi incuriosito a defaticare fra i libri, giovedì prossimo. Chissà che ne pensano di quella statua, i runner, inserita di diritto fra gli ostacoli da superare, fra i temibili zampironi del custode . Chissà se temono lo sguardo del suo busto-ritratto, tipico di uno che per stare in forma non ha mai avuto bisogno di fare jogging, ma solo di correre in giro per l’Europa a fare l’aquila ateorum.

Ma sapete qual è il più importante status symbol del successo di Vanini, la prova più tangibile della sua uscita dal dimenticatoio in cui la storia della filosofia sembrava averlo confinato? Il fatto che, udite udite, Giulio Cesare Vanini comincia ad essere piratato. Ebbene sì, come se fosse l’ultimo disco degli Arcade Fire, il cosiddetto Vaninone – la corposa opera omnia del filosofo taurisanese curata da Francesco Paolo Raimondi e lo stesso Carparelli – è disponibile sottoforma di torrent a questo indirizzo. Mai più senza Vanini, anche a costo di non pagarlo.

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