Poli Bortone-Pagliaro, insieme ma non troppo

Le cose sono andate così. Adriana Poli Bortone ha presentato due disegni di legge costituzionale. Il Primo: Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle Province, delle città metropolitane e dei Comuni sotto i 5mila abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale. Il secondo: Istituzione della regione Romagna, della Regione Principato di Salerno e della Ragione Salento”. Quale migliore occasione per suggellare la pace fatta con l’editore Paolo Pagliaro e presentare questi disegni di legge insieme?
E allora l’Adriana ha alzato il telefono e ha invitato Paolo e Paolo ha accettato di buon grado l’invito. Fa niente che l’Hotel Cristal sia più politicizzato di una sezione di partito o di un circolo Arci. D’altra parte, a caval donato…

Ed eccola lì la strana coppia: versione estate tropicale Lei, tutto d’un pezzo e pettinato come meglio non potrebbe Lui. Come in tutte le cerimonie nuziali che si rispettino Lei esibisce un ritardo di 45 minuti netti e se lo porta dietro con una maestria d’altri tempi. Per i due un debutto da vertigine all’ottavo piano dell’Hotel Cristal dinanzi alla stampa e a una sparuta presenza di claps over 60.
Chi lo avrebbe mai detto, Adriana Poli Bortone e Paolo Pagliaro seduti dietro la stessa scrivania a raccontare la storia dell’antica Terra d’Otranto e di quanto bello sarebbe essere una piccola regione finalmente autonoma; ma laboriosa e artefice del proprio destino.
Su due piedi verrebbe da pensare che in Terra d’Otranto i dissapori si dimenticano con eccessiva facilità, poi però il ricordo che tra meno di un anno a Lecce si vota riconduce il tutto, strana coppia compresa, all’interno della giusta cifra politica: l’opportunità. A chi conviene cosa?

Al netto di tutte le trovate su Regione Salento e dintorni, di cui ci sarà tempo e modo di discutere in maniera approfondita, la sensazione è che Paolo Pagliaro serva ad Adriana Poli Bortone più di quanto Lei non serva a Lui. E questo per il semplice fatto che la Regione Salento sarà presto utilizzata come l’ennesima bomba a mano da scagliare contro la maggioranza di centrodestra in Consiglio Comunale. Il gruppo di Io Sud, infatti, riproporrà all’attenzione del Consiglio di Palazzo Carafa una questione che mette in forte imbarazzo il Pdl, diviso tra i diktat fittiani e la volontà dei singoli consiglieri tendenzialmente favorevoli. Quindi, Pagliaro in questa fase serve ad Adriana poli Bortone, la quale, ben inteso, di Regione Salento parla da molto prima che Pagliaro inventasse le dieci battaglie e la tv indies.

Quindi, come stanno le cose? Poli Bortone e Pagliaro insieme contro tutti e tutto? Molto romantico ma poco praticabile. In un primo momento la senatrice lascia intendere che la Regione Salento diventerà il discriminante per capire chi sta con chi: “Se in Consiglio comunale il Pdl voterà contro e farà mancare il numero legale, tutto sarà più chiaro”.
Ma è un bluff che dura giusto il tempo di un aggiustata di capelli. Se le cose stessero realmente così, vorrebbe dire che nel nome della Regione Salento Io Sud e il movimento di Paolo Pagliaro sarebbero disponibili a presentarsi agli elettori da soli pur di perseguire il vessillo territorialista.  Non è così. Sia Lei che Lui sono in cerca di apparentamenti. Lei non può permettersi un’altra campagna elettorale a perdere (dopo le Provinciali e le Regionali), mentre Lui non può permettersi di sbagliare nuovamente il cavallo vincente dopo aver puntato tutto su Rocco Palese alle Regionali. Ma, nonostante entrambi si dicano pronti a dialogare con tutti, la casa comune è quella del centrodestra. Adriana Poli Bortone fa meno fatica di Paolo Pagliaro ad ammetterlo. E dice:

Capiamoci bene, qui chi sta da solo non sono io né la Regione Salento ma il Pdl, che è sceso al 19 per cento. E’ il Pdl che non può fare alleanze con nessuno in questo momento, non noi.

Il che, dal punto di vista della senatrice, significa dettare le condizioni di una possibile alleanza con il Pdl. La prima: togliere di mezzo Paolo Perrone, magari spedirlo a Roma (come egli stesso ha dichiarato essere nelle sue possibilità).
Da questo punto di vista Pagliaro è molto più ingessato di Adriana Poli Bortone. Non può dire di essere con Perrone (infatti non lo dice) né di essere contro; e non può dire di essere Adriana Poli Bortone (infatti non lo dice) né di essere contro.  Dice, però, che in settembre la federazione Alleanza per Lecce deciderà il da farsi e procederà a primarie per individuare i candidati. Poi il solito mantra: “Noi ragioniamo con tutti”. A furia di ragionare, però, c’è il rischio di fare la fine degli eterni indecisi e poi si sa, il cerchiobottismo non piace agli elettori. Non è il caso di Pagliaro, ovviamente, che però data la situazione di ingessatura politica nella quale si trova sembra rimanere un passo indietro rispetto alle dinamiche in corso. Certamente lo è rispetto a Poli Bortone e Perrone.

Per la cronaca, alla curiosità del cronista su quale sarà il capoluogo della Regione Salento, Paolo Pagliaro ha risposto: “Mi piacerebbe fosse Oria, con la sede istituzionale nel Castello”. E gli assessorati? “Sparsi su territorio”. Niente male.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

3 thoughts on “Poli Bortone-Pagliaro, insieme ma non troppo

  1. Per quanto mi riguarda il problema è uno: ma perchè questi signori fanno i loro giochi politici riempiendosi la bocca con la parola Salento? Ma lo sanno che questa terra di tutto ha bisogno fuorchè di queste proposte ridicole? Finchè saranno queste le premesse, giochi e giochini politici, aghi delle bilance, pesi e contrappesi, io mi opporrò con tutte le forze a questa buffonata della regione salento

  2. Ragazzi, il principato di salerno… vabbè fa caldo e questi qui hanno bisogno di visibilità in vista delle amministrative prossime venture.
    Peppino caldarola al riguardo ha scritto: "Leggendo queste parole e questi progetti scappa da ridere. Il guaio è che rivelano l’esistenza di un cantiere per il dopo aperto da quelli che c’erano prima, che ci sono oggi e che ci sono sempre stati. Sempre sulle spalle del Mezzogiorno".
    difficile dargli torto…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *