L’imperialismo al cioccolato dei Martinucci

“Sul mio regno non si scioglie mai il gelato”. Può dirlo forte il giovane omonimo del Rocco Martinucci che, negli anni Cinquanta e Sessanta, trasformò il rudimentale carretto di suo padre Giovanni in un’impresa di produzione e distribuzione di creme rinfrescanti, per uso rigorosamente interno. Quella del 2011 sembra essere l’estate delle grandi ambizioni, per la ditta. Come se disporre già di 11 punti vendita nel Salento fosse da considerarsi modesto. Dopo l’apertura di una nuova, piccola gelateria sul lungomare di Santa Maria di Leuca (che affianca il bar decennale in via Tommaso Fuortes, mecca degli interisti del Capo e dei karaokisti più dotati del Salento tutto), anche Villa Ramirez è finita nell’orbita dei Martinucci. Che l’hanno trasformata nel loro primo locale rivolto a una clientela più posata ed elegante, ferme restando alcune certezze negli smacchiatori in polvere e nella caciara di reazione alla programmazione del piano bar.

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Ma è nella costruzione della piattaforma esterna della gelateria di Lecce (via Arditi, per restare in tema leucano) che si vede la potenza faraonica del gruppo. Giorni e giorni di lavori e decine di operai per una struttura che, pur non potendo vantare materiali innovativi come il Corian (usato per modellare i finti iceberg che personalizzano l’interno del locale), sicuramente sarà studiata in futuro con la stessa attenzione con cui oggi sono studiare le architetture delle piramidi egizie.

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2 thoughts on “L’imperialismo al cioccolato dei Martinucci

  1. Magari lo sapete già, ma a Gallipoli hanno aperto una gelateria/cioccolateria stupenda.

    La cosa più entusiasmante (almeno per me) sono le 3 fontane di cioccolati differenti che emettono in continuazione nettari fondenti, al latte e bianchi. Manca solo una statua di marmo e poi sarebbe una fontana monumentale.

    Unica nota dolente è la posizione: davanti equitalia!

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