Nasce a Lecce la prima e unica sezione italiana della società schopenhaueriana

Il 27 giugno 2011 a Lecce è passata la Storia con la stessa “S” maiuscola di Schopenhauer. La Schopenhauer-Gesellschaft di Francoforte, una delle più prestigiose e importanti istituzioni culturali del mondo, ha deciso di regalarsi per il suo centesimo compleanno (fu fondata nel 1911 dal filosofo Paul Deussen, un allievo di Schopenhauer) una sezione italiana. La prima e unica nel Belpaese. La quarta sezione “distaccata” in assoluto (le altre tre si trovano in America, in Brasile e in India). Il solo fatto che la Schopenhauer-Gesellschaft abbia “delocalizzato” anche in Italia sarebbe già di per sé una notizia degna della massima attenzione e del massimo giubilo. La cosa non era affatto scontata.

In un secolo sono stati molti e ripetuti gli sforzi profusi dagli schopenhaueriani italiani, a suon di libri e convegni, con la speranza di ricevere una simile grazia dai loro colleghi tedeschi. Sforzi sempre naufragati, per le ragioni più disparate. L’ultimo, in ordine di tempo, lo aveva fatto il compianto Franco Volpi qualche anno fa. Provò a portare la Schopenhauer-Gesellschaft a Padova. Nella sua Padova. E, se una tragico quanto banale incidente in bicicletta non glielo avesse impedito, certamente ci sarebbe riuscito. Lui sì. Fatto sta – ed è questa la vera notizia, la notizia nella notizia – che la lobby più antica ed esclusiva degli schopenhaueriani di tutto il mondo non solo si è italianizzata, ma si è addirittura meridionalizzata.

Si è infatti accasata a Lecce. Avete capito bene: Lecce. Profondo Sud. Perché proprio Lecce? Perché, per chi non lo sapesse, da qualche anno a questa parte la Capitale del Barocco è diventata anche Capitale della “Schopenhauer-Schule”, cioè di una nuova e inedita categoria storiografica la cui invenzione o scoperta che dir si voglia ed il cui copyright sono tutti di Domenico M. Fazio, Professore Ordinario di Storia della filosofia all’Università del Salento, e dei suoi giovani e iperattivi collaboratori “schopenhaueriani” (soprattutto Fabio Ciracì, Davide Ruggieri, Alessandro Novembre, Elisa Antonucci, Laura Abbatino, Maria Vitale e Marilena Passabì). Per farla breve, Fazio e i suoi hanno dimostrato per primi al mondo che Schopenhauer aveva una specie di “scuola” (di schule appunto), cioè degli allievi così classificabili: gli “evangelisti” Julius Frauenstädt, Wilhelm Gwinner, Carl Georg Bähr; i “metafisici” Julius Bahnsen, Eduard von Hartmann, Philipp Mainländer; gli “eretici” Friedrich Nietzsche, Paul Rée, Georg Simmel, Max Horkheimer; i “Padri della chiesa” (ovvero, i custodi del culto schopenhaueriano) Paul Deussen, Hans Zint, Arthur Hübscher e Rudolf Malter. Una vera e propria bomba ermeneutica che ha sconvolto gli studi schopenhaueriani come uno tsunami e, soprattutto, che ha portato la “Fazio-Schule” (ci sia concesso il gioco di parole) alla ribalta nazionale ed internazionale.

Non a caso – e siamo all’inizio di quel percorso che a distanza di qualche anno ha portato alla fondazione della sezione italiana della Schopenhauer-Gesellschaft – nel 2005 si tenne proprio a Lecce il primo convegno internazionale di studi interamente dedicato al tema della cosiddetta “Schopenhauer-Schule”, a cui presero parte tutti i massimi studiosi schopenhaueriani in attività (tra cui l’intramontabile Sossio Giametta, papabile Presidente onorario della neonata sezione italiana della Schopenhauer-Gesellschaft). Non a caso, nel 2006 fu fondato, presso il Dipartimento di Filologia Classica e di Scienze Filosofiche dell’Università del Salento, il “Centro interdipartimentale di ricerca su Arthur Schopenhauer e la sua scuola” (anch’esso primo e unico al mondo nel suo genere), presieduto dallo stesso Fazio. Centro i cui risultati scientifici sono stati via via pubblicati in un’apposita collana denominata “Schopenhaueriana” (edita dalla leccese Pensa MultiMedia), fondata sempre non a caso nel 2006 e già arrivata al sesto volume in appena cinque anni di vita. Il tutto avvenuto costantemente e rigorosamente sotto l’egida e l’alto patronato della Schopenhauer-Gesellschaft e con la collaborazione e il coinvolgimento dei massimi studiosi schopenhaueriani viventi. Mancava solo la ciliegina, che poi invece è la torta: la sezione italiana della società di studi. E alla fine è arrivata anche quella. Con tanto di cerimonia solenne ed alla presenza di Matthias Kossler (Presidente in carica della Schopenhauer-Gesellschaft), Ludger Lütkehaus (Università di Freiburg) e Margit Ruffing (Università di Mainz) che, insieme con gli schopenhaueriani italiani Marco Segala (Università dell’Aquila) e Giuseppe Invernizzi (Università di Milano), hanno benedetto la simbolica posa della prima pietra. Un importante riconoscimento allo studioso e all’uomo Domenico M. Fazio (che, in un sol colpo, è stato nominato Presidente della sezione italiana e addirittura membro del Consiglio Direttivo della sede francofortese della Schopenhauer-Gesellschaft), ma anche una boccata d’Europa per Lecce e la sua Università, per la Puglia, per l’Italia e particolarmente per quel Salento che da oggi sarà sempre più lu sule, lu mare, lu ientu e lu Schopenhauer. Lu Schopenhauer nesciu.

Mario Carparelli

Nella foto: da sinistra Domenico M. Fazio (Presidente della sezione italiana
della Schopenhauer-Gesellschaft), Matthias Kossler (Presidente della
Schopenhauer-Gesellschaft), Margit Ruffing (Università di Mainz) e Ludger
Lütkehaus (Università di Freiburg).

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3 thoughts on “Nasce a Lecce la prima e unica sezione italiana della società schopenhaueriana

  1. Non capisco proprio tutto questo entusiasmo…

    Ma sapete cosa pensava Schopenhauer delle donne? Andate su wikipedia e cercatelo!

    Pensavo che almeno voi di 20 centesimi avreste accennato a questo.

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