Ma Alfano fa scoprire le crepe nel Pdl salentino

“Il sindaco Paolo Perrone, presente oggi ai lavori del Consiglio nazionale del Pdl in qualità di consigliere nazionale del partito, promuove a pieni voti l’intervento del neo segretario nazionale del Popolo della libertà, Angelino Alfano”. Così si legge in un comunicato stampa del Comune. Sarà felice Alfano. Il fatto è che, oltre a Perrone, sono in tanti, dal “partito degli onesti” della Puglia a levare le loro grida di giubilo per l’elezione “per acclamazione plebiscitaria” (cit. Berlusconi), del nuovo segretario nazionale del Pdl. Il quale, come prima cosa, ha voluto lanciare il candidato premier per il 2013: Silvio Berlusconi. Che poi, a sua volta, ha voluto lanciare due “nuove” battaglie per il suo governo: intercettazioni e riforma della giustizia. Il nuovo che avanza.

Ma, tornando a Lecce, la cosa che Perrone ci ha tenuto a ribadire nel suo comunicato, nel solco del rinnovamento interno che la nomina di Alfano ha sancito, è di essere pronto a confrontarsi nelle elezioni primarie per decidere il candidato sindaco per Lecce 2012:

“Nonostante sia il sindaco uscente di questa città e nonostante abbia ottenuto in tempi non sospetti l’imprimatur alla mia ricandidatura a sindaco, ho già detto di essere pronto ad accettare la sfida delle primarie in quanto ritengo che questo sia il metodo migliore di selezione del personale politico”

Anche questa è una novità solo in parte, visto che Perrone aveva già provato qualche settimana fa a lanciare la sfida (rivolta soprattutto ad Adriana Poli Bortone) delle primarie per non soffrire, anche lui, alle elezioni amministrative la “sindrome di Rocco Palese”: il candidato del Pdl “azzoppato” alle ultime regionali proprio dalla candidatura di disturbo della senatrice di IoSud. Il fatto è che proprio la senatrice Poli non sembra disposta a sottoporsi a questo genere di confronto con il “sindaco di provincia”.

Applausi per Angelino Alfano anche dal consigliere nazionale del Pdl Antonio Gabellone (che è anche presidente della Provincia di Lecce):

“Puntare sui giovani, aprire ai moderati, valorizzare la grande opportunità delle Primarie: questi 3 pilastri saranno alle fondamenta della nuova conduzione del Pdl di Angelino Alfano, e saranno forti e durature, alla base di un partito di governo, capace di rappresentare ancora la maggioranza degli italiani. Il Pdl ha confermato oggi la sua natura di partito di valori, dove prevale il principio del merito e dove ci si misura all’insegna della dialettica, anche serrata, ma dentro le regole: un autentico partito dei moderati italiani, che ora darà forza al progetto prossimo di costituzione del Partito Popolare in tutta l’Europa. Ad Angelino Alfano l’augurio di un buon lavoro”

Così come, sempre dalla Puglia, il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia Rocco Palese ha parlato a nome di tutto il gruppo consiliare:

“l’elezione di Angelino Alfano a segretario politico del Pdl segna una pagina di rinnovamento del partito ma nel segno della continuità con  il progetto politico del Presidente Berlusconi”.

Bene, tutti contenti? In parte. Certamente l’ala fittiana del Pdl pugliese si sente appagata dal ruolo di Alfano anche grazie alla vicinanza del ministro della Giustizia al ministro Fitto. A tacere sono altri, come il sottosegretario Alfredo Mantovano che nel Pdl è vicino a Gianni Alemanno. L’unico, il sindaco di Roma, a intervenire in maniera critica sull’attuale fase che il governo Berlusconi sta attraversando. In particolare ha criticato la dipendenza dai ricatti della Lega Nord e poi ha chiesto che si tenga presto il congresso nazionale del Pdl:

“Basta con questo ricatto continuo – ha detto Alemanno – la Lega vale il 10 per cento, noi valiamo il 30/40 per cento. Negli insuccessi che abbiamo subito c’è una grande responsabilità della Lega, e della campagna intollerabile che è stata fatta contro il Tricolore”.

E sul congresso:

“è l’unico strumento meritocratico, insostituibile. Il merito non è calare le persone dall’alto”

Insomma, non è che vada poi tutto così bene nel Pdl. Ma, infondo, come il discorso sulle primarie di Perrone, come l’acclamazione di Berlusconi a candidato premier  e le prossime riforme del governo, come la estrema accondiscendenza al governo “filoleghista” e al partito dei fittiani pugliesi, anche questa non può dirsi una novità.

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