Inceneritore Colacem, stop da 51 aziende. E’ protesta

Un cesto di prodotti agroalimentari d’eccellenza per il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone. E’ questo il simbolo della singolare mobilitazione che 51 aziende agricole, agrituristiche e zootecniche del Salento stanno preparando per bloccare l’iter legislativo che prevede la costruzione di un inceneritore nel cementificio Colacem di Galatina. Le aziende salentine e i comitati cittadini di tutela del territorio e dell’ambiente si riuniranno mercoledì 29 giugno in un sit-in di protesta a Palazzo dei Celestini per chiedere al Consiglio provinciale di negare le autorizzazioni all’incenerimento e al co-incenerimento di Cdr e rifiuti di qualsiasi provenienza.

Il comparto agricolo salentino respinge dunque con forza la decisione della Provincia di avallare uno scempio ambientale che porterebbe ad un’irreversibile contaminazione dei terreni, provocando danni per il settore produttivo e la catena alimentare. Ma anche alla salute pubblica. Secondo il direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, Stefano Montanari, è ormai accertata la correlazione tra inceneritori e nanopatologie. “Le microparticelle – scrive Montanari – che non sono neanche biodegradabili, prodotte dagli inceneritori una volta entrate nell’organismo innescano una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie”.

Salvare la natura e l’agricoltura costituisce quindi l’obiettivo principale delle aziende agricole salentine, che doneranno ai consiglieri provinciali il cesto simbolico colmo di prodotti Doc, Dop, Igt, Docg, Igp di loro produzione che hanno ricevuto riconoscimenti a livello internazionale. Una protesta finalizzata dunque a dimostrare la qualità produttiva delle aziende territoriali, già provate dalla situazione di crisi economica del settore. Ma soprattutto a sensibilizzare l’Amministrazione provinciale non solo sulla riconosciuta bontà dei prodotti salentini ma sulla loro origine, attraverso la narrazione della storia e dell’impegno costante e quotidiano dei lavoratori che si sforzano di salvaguardarne le caratteristiche di pregio e qualità.

Le aziende agricole salentine hanno già firmato nel marzo scorso un “documento di tutela del settore agricolo e dell’allevamento”, protocollato dalla Provincia.
Ma questo non è bastato. E, per fermare l’avvio dell’inceneritore alla Colacem, si appellano al Principio di precauzione, che sancisce la necessità di intraprendere misure precauzionali anche quando la pericolosità di un’attività non viene dimostrata a livello scientifico ma solo valutata ipoteticamente come rischiosa. La dichiarazione di Wingspread del 1998 sintetizza il Principio, adottato dalla Dichiarazione di Rio e introdotto nella legislazione dell’Unione Europea: “Quando la salute o l’ambiente possono essere danneggiati da un’attività, andrebbero prese misure precauzionali anche se taluni rapporti di causa ed effetto non sono stati provati scientificamente in maniera completa. In questo contesto, l’onere della dimostrazione dell’innocuità dovrebbe cadere su chi propone l’attività piuttosto che sul pubblico”.

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5 thoughts on “Inceneritore Colacem, stop da 51 aziende. E’ protesta

  1. la doppiezza di alcuni nostri rappresentanti in seno al consiglio provinciale lascia inorriditi: se pubblicamente costoro si dichiarano contrari a mettere a rischio la salute pubblica, nel chiuso delle stanze di palazzo dei celestini lasciano che colacem ottenga le necessarie autorizzazioni per procedere nel proprio intento.

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