Arcadia Lecce, 2011 odissea nel cavalleresco

arcadia lecce teatiniSe ieri sera foste passati verso le 20.30 dal chiostro dei Teatini di corso Vittorio Emanuele a Lecce, vi sareste come minimo chiesti a più riprese se, invece che in ex convento ed ex scuola media statale – ora adibito a sede dell’assessorato alla Cultura della città – non foste capitati invece in uno di quei boschetti suburbani in cui ragazzi di spade di gommapiuma e tanta fantasia se le danno di santa ragione, nei giochi di ruolo dal vivo (live Rpg).

Il fatto che figure di primo piano nella politica cittadina fossero presenti in prima fila (da Eugenio Pisanò ad Alfredo Pagliaro, rispettivamente Presidente del Consiglio Comunale e Assessore alla Sanità), dapprima ha rassicurato sulla natura dell’incontro, che si era annunciato come “la presentazione di un inedito cerimoniale di investitura di nuovi cavalieri di Arcadia, alla presenza di Ordini Templari di rilievo internazionale”.

Ed invece, eccoci, qualche minuto dopo i dubbi iniziali, a dubbi risolti. Vivacissimi cinquantenni dal forte accento salentino e dall’aspetto altrimenti molto rassicurante, indossando mantelle bianche da una croce rosso sangue e brandendo spadoni a due mani degni di Conan il barbaro, guidano figure più giovani lungo un labirinto tracciato su un grande lenzuolo, steso al centro dello spazio claustrale. I più freschi hanno mantella ugualmente bianca, ma croce azzurra. Per fortuna i novizi, per la sicurezza degli astanti tutti, non sono armati di spade in plastica. Sono le ultime frontiere del donchisciottismo glocal.

Ma anche di un modo alternativo di fare cultura, che da tre anni collabora con il meglio delle nostre case editrici (Besa, Lupo, Kurumuny, Capone) a pubblicazioni ed eventi che abbiano come tema centrale quello della qualità morale, dei valori etici e dei sentimenti di fratellanza.

Se fossero stati tutti vestiti da Cavalieri dello Zodiaco, invece che da guerrieri medievali, o piuttosto da Pokémon, non sarebbero stati di molto più credibili. Eppure, quest’aria giocosa è uno dei grandi pregi della cerimonia di ieri. L’effetto, per almeno una parte del pubblico – e, nota a margine, non per i più piccoli ma proprio presso gli anziani – era garantito: “Quisti suntu li custodi del Santo Sepolcro, un tempo è stato nu ordine molto potente” – “Papà è inutile ca me dici ‘ste cose. Sta lu sito“. E’ questo il merito e il rischio di occasioni come questa: creare senso di appartenenza appellandosi, se non al bizzarro, quanto meno a categorie dello spirito fortemente foraggiate da romanzi di Dan Brown e a vecchi film di cappa e spada. Niente di male e niente di nuovo sotto al sole, ma come sempre va preso con le pinze, per non generare effetti come il dialogo appena citato.

Urla lancinanti e quasi del tutto incomprensibili ai non iniziati, qualche minuto prima, si erano levate per le campate dello stesso chiostro, un tempo animate dalla riflessione dei padri teatini, poi dal vociare degli allievi dell’Oriani:

Arcadia, prendete posto! Arcadia, saluto! Diamo il benvenuto ai nostri nobili fratelli ospiti. Nova Militia Christi! Osmtj! Supernus Ordo Equestre Templi! Suprema Militia Equitum! [seguono altre parole latine che hanno a che fare con templi e supremazia]. Novizi e novizie!

Soprattutto Osmtj (pronunciato dal master proprio “osmtigèi”, senza svelare l’arcano acronimo: Ordo Supremus Militari Templi Jèrusalem, parole scelte per ricordare da vicino gli Ordini Sovrani Militari, come quello di Malta e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro) aveva cominciato un po’ a inquietare i bambini del pubblico, fatti accomodare sui sedili delle grandi occasioni concertistiche dei teatini. Le poltroncine antichizzate usate per ospitare i vertici di Arcadia potrebbero avere avuto matrice comune con quelle che, di norma, occupano il chiostro per il mercatino dell’usato. Ma lo spirito – che era quello che contava – c’era tutto e ci stava tutto, per una delle più importanti uscite pubbliche dell’associazione d’ispirazione templare Arcadia, tutta leccese, che di norma si riunisce in privato nella chiesetta di Santa Maria di Pozzuolo (Chiesetta Balsamo).

Decine di membri di associazioni equestri che non abitassero troppo lontano dal centro di Lecce erano presenti fra il pubblico, in apposita divisa con tanto di eventuali armamenti (ma per fortuna, spesso lasciate nel fodero in segno di modestia). Erano i rappresentanti di Puglia e Basilicata del cosiddetto neotemplarismo minore: vale a dire le associazioni neotemplari non riconosciute ufficialmente e tutelate dalla Chiesa, come lo sono Ordine di Malta e del Santo Sepolcro.

Eppure, c’è da dire che spade e mazze un po’ di paura la fanno. In tutti, tranne che nei vigili urbani presenti. I quali, se non fossero stati dotati di senso della realtà e ironia, avrebbe potuto tranquillamente essere colti da complessi di inferiorità, essendo senza pistola, al cospetto di tanti colleghi in divisa tanto di spadone a due mani. Invece, sia Patrizia Mariani, tenente colonnello del settore ambientale della Polizia Municipale di Lecce, che Donato Zacheo, comandante dei vigili urbani di Lecce, sono stati insigniti col Premio di Arcadia “L’Eccellenze del territorio 2011”. Perché, oltre alle pubblicazioni e agli eventi, i cavalieri di Arcadia non sono male neanche a lavorare con le istituzioni e gli enti, se non ve ne foste accorti (o se non sapeste che Arcadia Lecce è inserita fra le sezioni di interesse della Comunità Europea).

Alcuni cavalieri “di rilievo internazionale” arrivano con occhialoni da sole anche se è sera. Sembrano molto autorevoli e rispettati. Un signore con un gran barba e un cappellino da baseball, che si nasconde fra le fila del pubblico, potrebbe essere il più potente di tutti. E’ proprio questo il problema.

Fratello Stefano qual è il tuo compito? Siniscalco e membro del Gran Consiglio! Bene fratello prenda posto. Nobile sorella qual è il tuo compito?

E così via. Naturalmente nessun cavaliere di Arcadia, e men che meno il loro master, penserebbe mai di farsi aiutare da un microfono, motivo per cui dobbiamo avvicinarci di molto per sentire.

Bussano da dietro le quinte in cui è avvenuta la vestizione dei vari cavalieri. “Cosa volete?” “Chiediamo di diventare Cavalieri di Arcadia”. “Gli sia concesso di entrare nel nome di Dio”. Incredibile come Eugenio Pisanó, noto per il suo caratterino, sia ancora seduto al suo posto.

Le prime insicurezze sull’effettivo rilievo dei cavalieri internazionali provenienti dalla Basilicata si pongono, non appena i cavalieri in questione, compresi quelli con gl occhialoni da sole a mascherina – che erano sembrati i piú seri – cominciano a scattare foto dal cellulare, entusiasti come turisti giapponesi dei tempi d’oro.

Il senso dell’umorismo ci renderà liberi. Per fortuna, non manca neanche nel pubblico di ieri, anche non tutti disponevano di uno spadone a due mani, né della convinzione che un’arma giocattolo brandita davanti ai suoi fan possa servire a qualcosa per migliorare il nostro spirito:

Siamo uomini o siniscalchi?

gallery di paride de carlo

attesa
arcadia
trofei
la strana coppia
l
il dungeon master
agli armamenti!
Gran Consiglio
cotton & silk
al trotto coi tempi
il primo spadone non si scorda mai
si parte
ufficiale gentiluomo
gentiluomo ufficiale
gran consiglio comunale
dama di un altro ordine
in hoc signo vinces
sir Alfredo Pagliaro
antichissime tradizioni
infinite scoperte
in processione
un sorriso per la lama
novizi
ancora il dungeon master
baciamo le insegne
cavalieri e dame
Gran Consiglio/2
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