La creatività dei pugliesi in mostra da Sm-Art Lab

sole a mezzanotte sm-art labQuesta mattina, armati di curiosità e di Paride De Carlo, siamo andati a dare un’occhiata all’allestimento dell’ultima trovata leccese dello Sm-Art Lab, il progetto di Valentina D’Andrea (organizzato da Carla Pinto) che mette in circolo 25 talenti pugliesi versati nei più vari campi, dalla ricostruzione di massaie in terracotta alla cucitura di corsetti fatti di scorze d’arancia, opportunamente ricoperte di cioccolato.

Due cose ci hanno colpito immediatamente, dell’atmosfera di orgiastica di iconografie, materie e idee che ci ha avvolto che ci ha investito non appena siamo entrati nello spazio (Poltrona Frau in via Trinchese) dove Valentina stava lavorando agli ultimi ritocchi, prima dell’apertura al pubblico della mostra-mercato (prevista per le 20 di questa sera).

La prima è che sarebbe sembrato improbabile, ma tutto quello che vedevamo e toccavamo, anche se idealmente lo avremmo collocato alle migliori mostre di design in cui siamo stati o, se è per questo, nel backstage di un film di Tim Burton, era stato prodotto da nostri corregionali. Nella fattispecie, da nostri corregionali diversamente normali (diciamo pure abbastanza folli: considerate che una delle proposte più ortodosse è quella di Lunita Pascal, che nella vita realizza, fra le altre cose, sciarpe a forma di pesce), ma tutti organizzati, interconnessi fra loro, e riuniti fisicamente in un solo posto e a un solo orario (fino alle 24, se volete prendere l’appunto).

La seconda cosa è che, per quanto alcuni articoli siano dei pezzi unici e irripetibili (non sapremmo come altro definire un collage con su un Pinocchio di legno disteso su un lettone, spossato da un amplesso con un Barbie, alla faccia di ogni fata turchina del mondo), sono tutti comodamente in vendita in diretta o in differita, su un apposito sito web.

C’è proprio di tutto sotto i raggi di questo Sole a mezzanotte. Che poi altro non sono, i raggi, che un mix fra quelli prodotti dalle ispirazioni dei creativi di scena, quelli forniti dai pensieri (lo ammettiamo, non sempre ortodossi) che dedicano loro i visitatori dello spazio e gli effettivi faretti disposti a regola d’arte da Andrea Novembre nel suo negozio.
Ci sono cactus da vaso sferruzzati nella lana (i lavori di Yes We Knit, un gruppo di appassionate di bandoli della matassa che hanno per sempre ringiovanito il concetto di lavorare a maglia nel Salento). Ci sono saponi artigianali al sapore di “mente fresca” (di che sapranno è tutto da scoprire, e provateci soprattutto se avete preoccupazioni per la testa). Ci sono le pagliette (cappelli o borse) di Alessandra Botonico, talmente ricche da sembrare altrettante nature morte vivificate e da indossare. Ci sono bottiglie d’olio come quelle delle Saittole di Elena Georgopoulos, talmente ben disegnate da meritare di stare sotto una teca di vetro (un po’ a forma di oliva, però) e ci sono gioielli che somigliano essi stessi a un’oliva, una teca accanto.

I nomi degli espositori sono tanti e sono più o meno suggestivi, più o meno folli. Per dirla tutta, sono quelli di Adalgisa Romano, Angela Potì, Angela Tomasicchio e Barbara Verri per Yes We Knit, Alessandra Botonico, Azzurra Cecchini, Andrea Epifani, Andrea Saponaro, ArtB edizioni d’arte necessaria, Bruno Maggio, Emanuela Bartolotti, Fabrizio Fontana, Francesca Carallo, Gemma Palamà, Gianfranco Conte, Lara Bobbio, Lunita Pascal, Marco Cito, Massimo Maci, Rosa Maria Francavilla, Scarabokkio, Simone Dimitri per Mirodìa, Sm-art Ricette da indossare, Tonda Design, Tonino Catanzariti e Valentina D’Andrea.

Alcuni portano chiaramente la loro etimologia folleggiante. Altri ti sembrano appartenere a irreprensibili signore meridionali, certificate da un cognome di solida derivazione toponomatica, e poi invece ti prendono le misure e ti vestono, come appunto fa all’occorrenza la straordinaria Rosamaria Francavilla, di abiti fatti di spighe di grano o di botton canditi, come per spiegarci che, se vogliamo veramente essere “fashion”, dobbiamo vestire come mangiamo, oltre che a esserlo.

Ippolito Chiarello, recentemente reduce dal suo tour di barbonaggio teatrale in giro per l’Europa, al contrario dello spot dell’Immobildream di Roberto Carlino, non venderà solide realtà, ma solo sogni. Eppure avrà un banchetto da cui farlo come tutti gli altri espositori. Come del resto farà anche il visual artist Bruno Luca Perrone. Se avete bisogno di rifarvi il trucco o addirittura la piega, potete sempre rivolgervi a Luca e Giada Quarta di Hair’s Beauty, che presidieranno l’happening finché non ci sarà un solo capello fuoriposto. O apposto, dipende dai punti di vista.

[cincopa AEFADqaJlMhe]

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *