Angelo Tondo saluta la Poli tra le braccia di Perrone
Le dichiarazioni di Angelo Tondo apparse ieri su Quotidiano puzzano di bruciato da un chilometro. Nel commentare le primarie-trappola del centrodestra lanciate da Paolo Perrone, l’ex assessore e braccio destro di Adriana Poli Bortone dichiara:
Se il gesto del sindaco Paolo Perrone lo si può leggere come un gesto di apertura, mi sembra un segnale importante che non può essere lasciato cadere nel vuoto. La politica è l’arte della mediazione e prendo atto che il sindaco ha fatto un’apertura importante che sembra aprire una nuova stagione di dialogo e che arriva dopo mesi di tensioni e scontri. Questo nuovo atteggiamento, al di là delle primarie, mi sembra un segnale importante.
La puzza di bruciato si fa sostanza tra i rumors di Palazzo Carafa, che raccontano di un Tondo in procinto di abbandonare la causa di Io Sud, lusingato dalle sirene del Pdl cittadino. Per lui in ballo ci sarebbe la poltrona lasciata vuota dal compianto Carlo Benincasa al Consorzio Asi. Se l’indiscrezione dovesse essere confermata si tratterebbe del terzo transfugo di Io Sud dopo Paolo Cairo e Severo Martini.
Un’ulteriore conferma dell’anomalia delle parole di Tondo e del suo possibile (anzi, probabile) trasloco, risiede nel fatto che nello stesso giorno in cui su Quotidiano l’ex assessore sposa le primarie-trappola del sindaco, su 20centesimi Adriana Poli Bortone definisce Perrone un “sindaco di provincia”, tormentato da un problema psicoanalitico nei suoi confronti: si chiama fuori dalla coalizione di centrodestra e quindi si dichiara del tutto disinteressata alle primarie: “Ho cose più importanti a cui pensare”.
Le due interpretazioni stridono troppo per essere semplici divergenze di vedute. Anche perché sull’antagonismo a Perrone e a Raffaele Fitto Adriana Poli Bortone non transige. L’incompatibilità, come noto, non è più solo politica ma personale.
Il cedimento di Tondo, tuttavia, stupisce poco. E’ la prova provata che Perrone è pronto a giocarsi tutte le carte a sua disposizione pur di decimare il fronte Io Sud; e le concessioni di poltrone attraverso cui poter gestire interessanti segmenti di potere sono il lasciapassare per rimescolare le carte in tavola nello stizzoso (e volubile) scacchiere di centrodestra. Trattasi, a dirla tutta, di vere e proprie prelibatezze per chi come Tondo è abituato a gestire piuttosto che a portare avanti ostinati percorsi di fattura politica.
E’ questo un segnale d’allarme per la senatrice, la quale non potrà continuare a prodursi in campagne elettorali di rottura solo per rompere nel uova nel paniere di Fitto. Tra l’altro molti dei suoi potenziali elettori stentano a comprendere la traiettorie zigzagante del suo procedere. La sensazione è che al di là delle primarie, a Lecce la partita del centrodestra è tutta ancora da definire.

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