La strizza di Perrone sulle primarie con la Poli

La strizza c’è. Ed è inutile negarlo. Se nel Pdl leccese dovesse concretizzarsi l’ipotesi delle primarie, lo scontro campale tra i due “rivali” Poli Bortone e Paolo Perrone farebbe storia. La badante e il ragazzino, si diceva nel lontanissimo 2007.La “traditrice” e l’arrogantello si rinfacciano a vicenda oggi. Dopo che il giovane Perrone ha letteralmente cacciato dalla sua giunta la senatrice, servendosene poi per imputargli ogni nefandezza contabile come scappatoia per le difficoltà di bilancio (e la carenza di idee) patite durante tutto il suo governo.

Ora i due sono entrambi sull’arena. E ai piani alti del Pdl la cosa preoccupa, eccome, visto che il bacino di consensi di cui gode la senatrice è ancora piuttosto ampio in città e sul bacino di consensi di Perrone non si hanno stime attendibili. Se uniti possono vincere, separati finirebbero per aprire praterie al centrosinistra. Da qui l’ipotesi delle primarie. Che la senatrice, sicura di sé, dice di essere disposta ad affrontare. Perrone non si capisce, visto che sull’argomento non ha aperto bocca.

Ad aprire bocca è invece un suo fedelissimo, Andrea Guido, consigliere comunale della lista “Lecce città del mondo” che ha ironizzato:

Dopo aver sentito la senatrice Poli Bortone confermare una sua possibile partecipazione (alle primarie, ndr), mostrando tutta la disponibilità ad adeguarsi “a questo meccanismo popolare” (sono parole sue), un atroce dilemma ha cominciato a serpeggiare nell’animo di tutti i leccesi. Ma a quali primarie si riferirà mai il presidente di Io Sud? A quelle del Partito Democratico o a quelle eventuali del Popolo delle Libertà? O la Poli penserà forse di poter concorrere per entrambe, giusto per non scontentare nessuno, regalando alla città un bel bis? Mistero della fede. In attesa di sciogliere questi amletici dubbi i cittadini possono dormire sonni tranquilli perché oramai avvezzi alle ombrose dinamiche “polibortoniane”. Meditate gente, meditate…Le scommesse restano aperte….

Va bene, meditiamo. Come stanno meditando Perrone e i perrones, soprattutto dopo l’apertura alle primarie fatta da Saverio Congedo. Braccio destro nel Salento del sottosegretario Mantovano che, cordialmente, è ormai un acerrimo nemico di Raffaele Fitto, il padrino politico di Perrone. Lecce, come al solito, è una delle periferie dove la guerra fredda tra i big nazionali del Pdl diventa guerra guerreggiata. Come erano l’Afghanistan negli Anni ’80 o il Vietnam negli Anni ’60 tra le potenze mondiali. Così, sulle primarie, potrebbe prendere corpo  in periferia quello che a livello nazionale sarà lo scontro tra Alemanno e i democristiani di ritorno del Pdl, come Fitto. Sostiene Congedo:

Con tale metodo  possiamo serenamente ipotizzare che anche i nostri risultati, che hanno spesso risentito di scelte non condivise o di evitabilissime divisioni, sarebbero stati di gran lunga migliori. Di qui la necessità di avviare un movimento d’opinione interno al centro destra che si faccia carico di una proposta forte nella direzione del radicamento, del coinvolgimento e della democrazia e meritocrazia interna proprio attraverso il meccanismo delle primarie anche in considerazione dell’importanza avuta dalla mobilitazione dei gazebo nella costruzione di un partito che non a caso si chiama ‘Popolo’ delle Libertà.

Un bel “bla bla” politichese tanto per mostrare il ghigno a Perrone e fare una carezza ad Adriana Poli Bortone, con la quale Mantovano pare aver ritrovato – grazie al nemico comune – unità d’intenti. Allora per Andrea Guido, e per Paolo Perrone, forse è arrivato davvero il tempo di meditare. Mantovano e Poli hanno un buon radicamento popolare. Il Pdl fittiano, invece, a Lecce, come dimostrato dalle classifiche di gradimento, non può contare su oceaniche folle plaudenti. Tutt’altro. Riproporre anche qui la polemica (scaduta) della Poli in combutta con la sinistra potrebbe essere un altro passo falso. Al pari di quello che si è rivelato l’attribuire ogni scempio (Filobus, Via Brenta, Boc, disastri contabili vari) alla senatrice. Altro che Moratti e tormentoni tipo “colpa di Pisapia”. Qui la cantilena “colpa di Poli Bortone” la si ascolta ormai da tre anni.

 

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