Lecce, arriva l’Indiefest e Jim Morrison gongola

In Fusi di testa 2 il giovane Wayne viene raggiunto in sonno da Jim Morrison. “Devi mettere su un grande concerto ad Aurora”, dice con fare profetico il riccioluto cantante-poeta in versione più mascellosa che mai. Wayne alla fine metterà su un concerto pur “non sapendo una mazza di come si organizza un concerto”.
C’è però un fatto che non tutti conoscono. La profezia di Morrison ha fatto breccia più di quanto abbia mai immaginato Penelope Spheeris, regista del film. Lei non sa, infatti, che Giorgio “Bozzo” De Salvatore, un leccese fuso di testa per davvero, dopo reiterate visioni di quella scena e un colloquio nel sonno con i Sonic Youth al gran completo, ha trasformato il sogno delirante in un’altrettanto delirante realtà. Ma il “Bozzo” è talmente fuso che da cinque anni organizza qualcosa di più di un concerto, organizza un festival. Indipendente, realizzato cioè senza fondi pubblici e, ahilui, senza fondi privati se non quelli che escono dal suo portafoglio. Non a caso il festival in questione si chiama Indiefest (indipendente di nome e di fatto) e il 2 giugno prossimo andrà in scena la quinta edizione, ospitata dall’agriturismo Villa Conca Marco.

La malsana idea di un festival indipendente nel Salento destinato alle band locali nasce nel 2007. La dinamica è quella delle cose che nascono da una passione, giacché “Bozzo” di mestiere non fa né il musicista né l’organizzatore di eventi: è un profeta dell’informatica che tra un microcip e una scheda madre, di musica ne ascolta parecchia.
Per questo l’Indifest non nasce come un evento per fare soldi, quanto più dalla “necessità di ascoltare musica dal vivo, dando un palco e una discreta acustica a chi se lo merita ma solitamente non ha spazio”. E non si parla, ovviamente, di artisti affermati, ma di band e musicisti in cerca di visibilità. Più che un concerto l’Indifest è una fest(a), appunto. Abbastanza Indie da potersi permettere di non essere organizzata alle Officine Cantelmo.

Dell’Indifest è fondamentale lo spirito. Il presupposto da cui si parte è tirare su una bella giornata di musica (dal primo pomeriggio a notte fonda), artisticamente valida e fortemente partecipata, squariosa al punto giusto da poter essere appetibile anche a chi non sa distinguere una chitarra da un basso.
“Se dovessi pensare a fare soldi probabilmente non farei l’Indifest”, spiega “Bozzo”, il cui obiettivo economico è riuscire a mettere da parte un buon gruzzolo per l’edizione 2012 e magari riconoscere un rimborso spese a chi insieme a lui ha contribuito all’organizzazione del festival. E, gira e rigira, sempre di “fusi di testa” si parla: Andrea Mazzotta, Tobia D’Onofrio, Francesco Ferraioli e Francesco Pasanisi.

Quest’anno, però, “Bozzo” ha voluto strafare. Ha aumentato la posta in gioco e accanto alle band meno note del panorama indipendente italiano – non chiamatele, però, “emergenti” – ha voluto inserire qualche nome più affermato. Quest’anno le prime donne saranno Tying Tiffany e Beatrice Antolini (quest’ultima subentrata al posto dei A Toys Orchestra) e avranno l’onore di condividere il palco con ben otto formazioni – Studiodavoli, Psycho Sun, Playontape, Grannies Club, Miranda, Tear of joy, Uro e The Metropolitans – e tre dj set – Nine Elms e Antidote e Musique that we love. Costo del biglietto 7 euro.
E pensare che la colpa di tutto questo è di un sosia mascellone di Jim Morrison (che a ben guardarlo assomiglia a Pisapia).

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One thought on “Lecce, arriva l’Indiefest e Jim Morrison gongola

  1. chissà quanta gente c'è stata, un fiume in piena immagino e tanta calca!!!! che paeccato essermelo perso!!!! gli organizzatori saranno rimasti soddisfatti sicuramente, anche economicamente!!!

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