Lecce, sperperi comunali col solito scaricabarile

Se c’è una cosa che caratterizzerà l’amministrazione Perrone negli annali politici della città è il fatto di aver elaborato una sorta di “risposta universale” buona per tutte le circostanze non proprio edificanti che riguardano il suo operato.La risposta è presappoco la seguente: “E’ tutta colpa della passata amministrazione”. Ergo, è tutta colpa di Adriana Poli Bortone (che a Milano si chiama Giuliano Pisapia).
E’ accaduto nel recente passato per questione scottanti quali il filobus, via Brenta e i Boc, ed accade oggi in seguito alle notizie pubblicate dal dorso leccese dalla Gazzetta del Mezzogiorno e dal Paese Nuovo (articoli a firma di Fabio Casilli e Fabio Zollino) circa l’eccessivo ricorso da parte della giunta comunale a consulenze legali esterne.

Un vizietto, quello di non rivolgersi all’avvocatura interna, che oggi obbliga il Comune di Lecce a dover onorare parcelle salate. Basti pensare che solo una decina di giorni fa, come ricorda la Gazzetta, l’avvocato Domenico Guadalupi, incaricato di seguire le controversie sul filobus, ha chiesto un acconto di 100mila euro per le sue prestazioni a fronte degli spiccioli fin qui ricevuti (5mila 675 euro). Che ci sia scarsa fiducia nei confronti delle quattro professioniste – Laura Astuto, Elisabetta Ciullo, Anna De Giorgi, Eugenia Novembre – che compongono il team legale del Comune?

Le opposizioni, ovviamente, in merito alla spinosa questione rincarano la dose. Antonio Rotundo esalta la professionalità delle quattro avvocatesse comunali e parla “di una gestione scellerata delle risorse pubbliche non in linea con i criteri della oculatezza e della diligenza del buon padre di famiglia”; mentre il funambolico Wojtek Pankiewicz, il moderato più giacobino che assise comunale abbia mai conosciuto, non va tanto per il sottile e introduce nel lessico politico dei nostri tempi il neologismo “Sprecopoli”.

La risposta del Comune di Lecce è affidata all’assessore al Contenzioso Fiorino Greco. Dice:

In riferimento alle notizie apparse sul giornale è necessario precisare che l’Amministrazione Comunale si è limitata a liquidare le competenze spettanti ai legali per incarichi che erano già stati conferiti: gli avvocati Alessandro Caggia, Alessandro Martano, Nicola Stefanizzo, Francesco Flascassovitti, Giovanni Calasso e Carmelo Scippa sono stati infatti nominati dalla precedente Amministrazione Poli Bortone.

E ci siamo, la “risposta universale” è servita anche questa volta, neanche fosse un messaggio telefonico preregistrato a uso di tutti gli assessori.
Il vero problema è che Greco ha ragione, ed è quindi evidentemente inutile ricordare che l’attuale amministrazione comunale è nata in continuità con la precedente e che l’attuale sindaco era il vicesindaco della famigerata “passata amministrazione” (oltre che assessore al Bilancio) e che numerosi assessori lo erano già ai tempi di Adriana Poli Bortone e che lo stesso Fiorno Greco sedeva tra i banchi della maggioranza in qualità di consigliere.

Per fortuna i cittadini leccesi sanno bene come stanno le cose anche se c’è chi cerca artatamente di propinare notizie inesatte. La verità è che questa Amministrazione, al contrario, sta dimostrando grande oculatezza per battere con successo la strada del risanamento economico.

Anche in questo caso Greco ha ragione. I cittadini leccesi sanno bene come stanno le cose. Sanno perfettamente che Attilio Monosi è il depositario delle più raffinate tecniche di rammendo in bilancio (a volte serve fantasia), e sanno che se a Lecce le cose girano come girano sotto sotto è tutta colpa di Pisapia. E di Adriana Poli Bortone.

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