I giochi dei big salentini nelle elezioni comunali

Più che elezioni sembrano regolamenti di conti interni ai partiti. Così che i voti espressi sabato e domenica prossima serviranno per eleggere sindaci e consiglieri nei 21 comuni in cui si vota. Ma anche a legittimare, bocciare, stroncare rivitalizzare le figure dei vari “capoccia” di destra e di sinistra che per interposta persona si affrontano nei paesi del Salento.
A destra il noto e ormai noioso duello tra Fitto e Mantovano vede il suo apice a Ugento. Lì Fitto sta con Carlo Sarcia e Mantovano con Massimo Lecci. Quest’ultimo poi esprime la candidata a sindaco a Trepuzzi, la vicepresidente della Provincia Simona Manca, che se dovesse vincere sarebbe un bel colpo per il sottosegretario. Ma Trepuzzi è anche il luogo nel quale Adriana Poli Bortone in persona scommette per rinsaldare, se ce ne fosse bisogno, il suo “asse” con il Sottosegretario. Non a caso qualche giorno fa era sul palco a incitare i trepuzzini a sostegno della Manca e oggi ha tenuto una conferenza stampa a Ugento a sostegno di Lecci (e del candidato indipendente, ma in quota IoSud, il filosofo Mario Carparelli).

Dal canto suo Raffaele Fitto, che in questa campagna elettorale si vede poco (ieri era a un convegno a Bologna), punta su alcuni piccoli centri del Medio-Basso Salento, come Taurisano, dove è riuscito a imporre i propri nomi a una base del Pdl che sempre più mal lo ne tollera i diktat. Come a Cavallino, dove i mantovaniani di Francesco Stanca, esclusi dalla competizione per errori nella presentazione della lista, non è affatto scontato che si impegnino a favore del candidato “fittiano”. I due dominus del Pdl locale  sono divisi a anche a Melissano e Porto Cesareo. Cosa cambierà dopo le elezioni lo diranno le urne.

A sinistra è il guazzabuglio. Qui si sfidano almeno tre visioni: l’unità del centrosinistra, i candidati giovani scelti con le primarie e i personalismi vocalissimi (in mancanza di una linea univoca a livello provinciale). Sostanzialmente se il Pd perde a Nardò, Trepuzzi, Lizzanello, Melissano, cambieranno molte cose. Il pericolo è che gli equilibri interni non reggano più. Se poi la linea di rinnovamento “stop agli allargamenti fine a se stessi – candidature giovani – primarie” passa ad Alessano, il segretario regionale Blasi potrebbe avere le mani più libere per intervenire (e imporre) questa linea sulla segreteria provinciale. E la cosa potrebbe avere ripercussioni anche su Lecce 2012.

Di certo, a sinistra, molti “big” datati si giocano la possibilità di continuare a dettare legge nei paesi e paesucoli di provenienza. Enzo Russo a Nardò (vero e proprio epicentro), per esempio, dove proprio oggi Blasi sarà a sostenere dal palco la candidatura di De Pascalis, anche se, non è un mistero, la linea più gradita al segretario regionale sarebbe stato tenere insieme in coalizione anche Sel e Idv. Ci sarebbe stato da fare le primarie e forse cambiare candidato.

Ultimo capitolo la consueta “calata” di personaggi politici nazionali. A Nardò, la città che sostanzialmente fa la differenza tra una vittoria e una sconfitta delle intere amministrative a livello provinciale, ieri c’era Angelino Alfano, oggi ci sarà Gaetano Quagliariello. Tutti a sostegno di Antonella Bruno, la candidata nitaria del Pdl, ma uno a perorare semplicemente la causa berlusconiana (infatti non sapeva un granché suoi candidati del suo stesso partito), l’altro a cementare una presenza, la sua, come emissario vero del premier in Puglia, che di Fitto, come ras locale, non si fida più dopo le regionali del 2010.

A sinistra oggi ci sarà Franco Marini a Nardò. E basta. Neanche D’Alema ha deciso di metterci la faccia negli ultimi giorni di una tornata elettorale che si preannuncia tempestosa. Non è un buon segnale.

Foto www.flickr.com/photos/cicciopizzettaro/4297279181/

 

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4 thoughts on “I giochi dei big salentini nelle elezioni comunali

  1. dovreste informarvi meglio prima di scrivere. A Taurisano, il centrodestra non ha nemmeno presentato il candidato. A Cavallino, il centrodestra sostiene la Lista Gorgoni.

  2. La situazione ugentina è ancora più interessante di quanto si pensi. Lì l'IDV è spaccata, nel senso che parte del partito appoggia la lista di Lisi (centro destra) e parte quella di Molle (centro sinistra), venendo a creare una situazione spinosa.

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