Il Consiglio di Stato dà il via libera alla 275

Salvo ulteriori colpi di scena la storia infinita della Statale 275 parrebbe volgere al termine. Il Consiglio di Stato ha compiuto due passi decisivi: ha bocciato il ricorso delle associazioni ambientaliste contrarie al raddoppio delle corsie anche solo da Maglie a San Dana, e ha emanato un Dispositivo attraverso il quale ha blindato sostanzialmente l’accordo del tre marzo scorso tra Stato e Regione (leggi Fitto e Vendola su pressing di Loredana Capone).
Come si ricorderà con quell’accordo le parti avevano raggiunto un’intesa che prevedeva la realizzazione delle quattro corsie da Maglie a San Dana, mentre per l’ultimo tratto di strada – sette (costosissimi) chilometri – si sarebbe dovuto procedere  a un ammodernamento più soft dal punto di vista dell’impatto paesaggistico: nessun raddoppio e nessun viadotto. Che poi altro non è che la soluzione già individuata nel progetto redatto da Regione Puglia e Provincia di Lecce (centrosinistra) nel 2007, ostacolato dall’attuale amministrazione provinciale (centrodestra). Tale contrapposizione ha portato il caso della Statale 275 fino in Consiglio di Stato, lungo un contenzioso giudiziario di cui l’ente di Palazzo dei Celestini si è fatto carico dal punto di vista politico ed economico.

Spiega l’avvocato Gianluigi Pellegrino che arrivati a questo punto i lavori potrebbero anche essere assegnati, non prima però che l’Anas avvisi le aziende interessate delle varianti progettuali riguardanti l’ultimo tratto (al posto del viadotto è prevista una galleria) per evitare eventuali ricorsi. Non solo. Sempre per quanto concerne gli ultimi sette chilometri sarà necessario avviare una nuova Valutazione di impatto ambientale. Qui, però, si annida un ulteriore rischio. “E’ importante che la Via si faccia solo per quello specifico tratto di strada  – spiega Pellegrino – altrimenti si rischia di paralizzare nuovamente l’intero progetto”.
Se così non fosse, il paradosso sarebbe che il famoso accordo risolutore tra Fitto e Vendola, fatto per sbrogliare la matassa, e salutato da tutti come il punto di svolta della vicenda, diventi un ulteriore punto di debolezza.

A tal proposito Loredana Capone lancia un appello ad Anas “perché proceda subito ad avvisare le ditte che hanno partecipato alla gara delle varianti riguardanti l’ultimo tratto”. Inoltre, spiega Capone, sempre ad Anas spetta la richiesta alla Regione della Valutazione di impatto ambientale per l’ultimo tratto. Anche in questo caso, l’appello è perentorio: “Non si perda altro tempo, è ora di spendere i soldi già stanziati. Il Consiglio di Stato ha fatto finalmente chiarezza – continua – sconfessando di fatto l’Anas, il Ministero e la stessa Provincia di Lecce (quella targata Gabellone, ndr), che ha chiesto persino la revoca dell’ordinanza del Consiglio di Stato che suggerisce ad Anas di procedere subito all’appalto del primo tratto”.

La cosa paradossale  è che adesso tutti esultano. Lo stesso Gabellone, intervistato da LeccePrima dichiara che “la decisione del Consiglio di Stato premia un territorio intero e le sue istituzioni. La 275 si farà. Finalmente. L’opera pubblica strategica più importante per un Salento che guarda al futuro è salva, nella sua interezza”. Qualcosa non torna.

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