Fm 105.3, i radioalienileghisti ci riprovano

Nel 1938 un ventitreenne Orson Welles terrorizzò gli Stati Uniti con uno sceneggiato radiofonico trasmesso dalla Cbs – War of the Worlds (La guerra dei mondi) – in cui si raccontava una terrificante invasione aliena della Terra. Era, per la precisione, il 30 ottobre, una domenica. Gli americani furono talmente terrorizzati da quella trasmissione che in migliaia abbandonarono le proprie case e affollarono le Chiese, convinti che non meglio identificati “alieni” stessero invadendo la Terra e che, per l’occasione, avessero cominciato proprio dalla loro nazione.

Il 27 marzo 2011, una domenica di settantatre anni dopo, sarebbe stato bello se quella voce dal marcatissimo accento lombardo che veniva fuori dagli altoparlanti dell’autoradio fosse stata anche quella una parodia, un falso, un radiodramma. E invece no, era di più, quella che sentivo era la parodia di se stessa, era la voce di qualche proto-leghista fermentato da troppa grappa bevuta al mattino presto, che inveiva contro i profughi libici. A occhio e croce non gli erano per niente simpatici. Chissà perché.Ma che ci fa un leghista nella mia autoradio, penso. “Siamo su Radio Padania Libera”, fa lo speaker. Bene, dico, ci risiamo. Bene, fa lo speaker, ci risiamo. Penso alla guerra dei mondi, a Orson Welles, e per poco non esco fuori strada.Ebbene sì, ci risiamo. Radio Padania è di nuovo tra noi. Tre decibel di frequenza prima della Radio Nice di Paolo Pagliaro, alla 105.3. E adesso? Che si fa? Ci vorrebbe un’idea, possibilmente buona. Che gli alieni leghisti abbiano sbagliato nuovamente i conti? che stiano interferendo con le frequenze di qualche altra emittente radiofonica?

Ma sì, sarà così. E invece no, anche Radio Nice si sente benissimo: questa volta Pagliaro non potrà aiutarci. D’altra parte già la prima volta ha dovuto immolarsi invitando il direttore di Radio Padania, nonché deputato della Lega, Matteo Salvini, in vacanza a Campo Verde. A ‘sto giro gli toccherebbe estendere l’invito a Borghezio e al Trota e questo, in tutta onestà, sarebbe troppo anche per uno come Pagliaro.Strada facendo i pensieri si accavallano in cerca di una via d’uscita, ma niente. Una bella invasione verde questa volta non ce la toglie nessuno. Nel frattempo la radio leghista continua a dare il meglio di sé: le telefonate da casa continuano a riprodursi come fossero ricci in crisi d’astinenza (ma saranno vere, poi, ‘ste chiamate?), voci su voci, parodie su parodie. Non c’è che dire, Radio Padania Libera sembra fare di tutto per confermare lo stereotipo del leghista medio: brillante, colto, cosmopolita.

E allora penso: non è che mi sto facendo la fine degli americani del 1938, non è che questa storia dell’invasione aliena è tutta una forzatura partorita dalla mia testolina faziosamente meridionale?La risposta arriva dopo qualche chilometro.Sì. ‘Sta storia dell’invasione non regge. Per il semplice fatto che l’invasione, in realtà, è già avvenuta.Gli alieni verdi sono già tra noi e si confondono con gli “orgogliosamente terroni” e con i nazionalisti di una volta. Vengono nel Salento a fare incontri culturali, prendono gli applausi e poi, giacché ci sono, si fanno le vacanze a Campo Verde. La Lega Nord è già più a Sud di quello che si possa pensare. Altro che alieni verdi, l’alieno qui sono io e quelle alla radio non sono che le voci senza sottotitolo di un’italianità nuova.Mi rassicuro.Orson Welles è stato di gran lunga superato.

 

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