Melpignano, pannelli e democrazia

Che idea. “Socializzare” gli utili del fotovoltaico installato sui tetti delle case di Melpignano a vantaggio della comunità. E trasformare quello che finora è stato un affare per pochi in una fonte abbastanza sicura di finanziamento dei servizi municipali. Si farà, neanche a dirlo, a Melpignano, Comune salentino già al centro di cronache nazionali e internazionali per l’offerta culturale (Notte della Taranta), per la raccolta differenziata vicina al 70 per cento, perché rappresenta l’immagine di un altro Sud, scandalosamente virtuoso.

Oggi sarà presentata una nuova pratica che potrebbe rendere la comunità melpignanese non solo autonoma dal punto di vista energetico ma anche, ancora una volta, esempio per tutti borghi italiani. Quantomeno per quelli amministrati scrupolosamente seguendo il faro dell’interesse supremo della comunità su quelli della politica, dei gruppi di interesse, dei singoli potentati. Il progetto che vedrà la luce nei prossimi mesi a Melpignano segue una logica all’apparenza molto semplice. I cittadini mettono a disposizione il loro terrazzo. Vi si installano dei micro impianti fotovoltaici, in grado di offrire (gratis) l’energia necessaria alla famiglia concessionaria per vent’anni. Il di più viene rivenduto al gestore della rete. La novità sta nel fatto che il guadagno della vendita non andrà a una multinazionale ma a una cooperativa sociale, composta dagli stessi cittadini che hanno concesso il loro terrazzo e che si occuperà, tramite l’accensione di un mutuo, dell’installazione materiale degli impianti.

Della cooperativa farà parte anche l’amministrazione comunale. L’utile che deriverà dalla vendita dell’energia verrà reinvestito (una cooperativa sociale non produce dividendi) attrezzando la cooperativa per svolgere servizi pubblici, nell’ottica di migliorarli ulteriormente e creare lavoro per gli stessi melpignanesi. Il Comune farà di tutto per assicurare alla cooperativa la gestione di attività quali le mense scolastiche, la manutenzione del verde pubblico, il recupero di antichi mestieri. Un affare per tutti i cittadini, insomma. “Ho già calcolato tutto – dice il sindaco Ivan Stomeo – penso che stiamo facendo qualcosa di rivoluzionario”. Cioè una “comunità cooperativa”. La presenteranno questa sera alle 18 a Melpignano Sergio Blasi (sotto il cui mandato da sindaco il progetto “fotovoltaico diffuso sui tetti” prese il via), Stefano Lucchini, presidente dei Borghi autentici d’Italia, Lorenzo Vasanelli, del Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione dell’Università del Salento, e i presidenti di Legacoop regionale (Carmelo Rollo) e nazionale (Giuliano Poletti).

Borghi Autentici è una associazione nazionale di cui Melpignano fa parte che si popone – si legge sul suo curatissimo sito – come “una rete fra territori italiani i cui protagonisti sono le comunità, gli amministratori locali e gli operatori economici e culturali dei luoghi. Sono realtà che non si lamentano del declino e dei problemi, che sono consapevoli di avere risorse ed opportunità per creare nuovo sviluppo”. Durante l’incontro sarà sottoscritto un protocollo d’intesa tra Borghi autentici e Legacoop per la sperimentazione delle comunità cooperative in Italia. Melpignano sarà il primo borgo a livello nazionale a sperimentare questa formula.

Ora, quello che c’è di bello in questo progetto non sono le decine (o centinaia) di migliaia di euro che i cittadini melpignanesi potranno reinvestire in servizi pubblici (leggi qualità della vita). Il fatto importante è, ancora una volta, politico. Il cittadino che offre il proprio terrazzo per i pannelli sarà chiamato a scegliere lui stesso (tramite l’assemblea dei soci della cooperativa) il modo in cui si dovrà reinvestire l’utile accumulato. Non si accontenterà, il cittadino, di non pagare la bolletta dell’Enel ogni bimestre. Ma dovrà rapportarsi in maniera attiva con il paese, riflettere sulle urgenze della comunità, contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro tarati sulla base delle esigenze del paese. In sostanza partecipare. Un esempio di democrazia partecipata che si realizza grazie alla rendita garantita dall’energia fotovoltaica. Tutto ciò mentre a pochi chilometri da Melpignano i suoli vengono occupati da ettari di pannelli selvaggi, al servizio solo di interessi privati. O addirittura, come a Lecce, ettari di pannelli vengono installati dallo stesso Comune in aperta campagna solo con l’intento – peraltro sbandierato – di fare cassa. Ma un altro Sud è possibile.

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