La presentazione del ‘vaninino’

Nuove dal fronte della lista civica orietana “dellu Pilu”. La quale, con tutta probabilità, sarà presentata alle prossime amministrative nel comune del brindisino. La lista non si chiamerebbe così solo in omaggio all’ultima fatica cinematografica di Antonio Albanese. Bensì, nascerebbe anche e soprattutto da un acronimo: “Persone Indipendenti e Libere Unite”. Anche le nostre preoccupazioni, espresse ieri, per la realizzazione grafica dell’eventuale logo al di là di problemi di copyright, possono placarsi. Il graphic designer brindisino Luca Crescenzo, che se ne sta occupando, ha tranquillizza tutti rilanciando: “sarà un caso nazionale”.

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In questi giorni di BitFest (Festival del cinema barese) non vi abbiamo mai nascosto un leggero tifo per un film coraggioso e toccante: “È stato morto un ragazzo. Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia”. Gli abbiamo portato bene. Ieri sera al Petruzzelli il presidente del BitFest in persona, il maestro Ettore Scola, ha consegnato un premio da miglior documentarista del 2010 nelle mani di Filippo Vendemmiati, il giornalista della Rai Emilia Romagna che ha firmato il progetto. Fra le altre motivazioni: “per il valore sociale di un documentario che racconta la storia di un’ingiustizia, sperando che questa denuncia possa evitare in futuro altri casi”.

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Come si reagisce, in questi giorni di straordinario rispolvero del concetto e della pratica della prostituzione, alla notizia che viene chiuso per sempre un piccolo e pulito bordello di Martina Franca – un’azienda a conduzione familiare modello, gestita da tre sorelle colombiane? A parte emendare il proprio presidente del consiglio o la legge Merlin, la soluzione è probabilmente giocare d’astuzia ed andando per esclusione, fra i bellissimi paesi del resto della valle d’Itria che, per approssimazione chilometrica via via crescente, devono pur ospitare degne concorrenti di quelle organizzatissime sudamericane.

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La prima presentazione leccese del cosiddetto “vaninino” si è svolta, strana cosa per un ateo bruciato vivo, in una pittoresca chiesetta del centro. Più precisamente, in quella di Santa Maria della Pace, destinata dalla bottega libraria Shulùq alla serie di incontri “La piccola bottega degli autori”. Per “vaninino” s’intenda “libro di e con Giulio Cesare Vanini con meno pagine del “vaninone”, che è la colossale opera omnia curata da Francesco Paolo Raimondi e da Mario Carparelli. Se volete un assaggio fresco ma sapido di questo filosofo conosciuto “poco e male”, Carparelli vi ha appena sfornato, appunto, “Morire allegramente da filosofi”. Il vaninino.

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